Urlare in classe non ti farà ottenere ciò che vuoi

Vi sento, eccome se vi sento.

I muri non son mica fatti di materiali resistenti al suono. Che poi, anche se lo fossero, ho il serio sospetto che vi sentirei comunque.

E succede da sempre, da quando ho iniziato a fare questo lavoro: sei lì che fai la tua lezione e senti, dall’altra parte del muro (o addirittura dal fondo del corridoio) un prof urlare in classe.

Ma perché urlare in classe?

 

urlare in classe

 

Voglio dire: certo, lo so benissimo che a volte è difficile mantenere la calma. Lo so, lo so: a volte non è che vorresti solo urlare: ti piacerebbe ci fosse una qualche deroga del codice penale per chi prende un proprio studente indisciplinato e lo appende al muro al posto delle cartine geografiche.

Tre volte all’anno può succedere, di aver bisogno di cacciare fuori un boato da jet supersonico contro quelli che non tacciono nemmeno se imbavagliati, o quelli che confondono l’insegna “scuola” con quella “posto-in-cui-devo-spaccare-qualcosa-possibilmente-le-scatole-al-prof”.

Ma tutti i giorni. Sempre. A tutte le ore. Perché lo fate?

Io ho smesso di farlo quasi subito. Primo perché quando urlo mi vien su una vocina da soprano leggero che praticamente divento Céline Dion, con il curioso effetto indesiderato di far ridere, più che paura. E secondo perché mi sono reso conto, fin dalle prime volte, a quanto poco servisse.

Sì, staranno tranquilli cinque minuti (forse) ma poi lo sapete benissimo che ricominceranno.

Molto, molto più efficace fermarsi lì, in piedi, in silenzio a guardarli dritti negli occhi, con la faccia seria, e poi dire qualcosa a voce bassissima, tipo “Bravo, sono proprio fiero di te e di come ti stai comportando”.

Ma ancora più efficace rendersi conto che, se non si riesce a farli star tranquilli, è perché quello che stanno facendo non è stimolante. Una classe interessata difficilmente farà cose per cui dovresti metterti a urlare.

Se un ragazzo ti sente urlare così spesso, quello che capisce è che per farsi sentire bisogna alzare la voce, e non cercare di dire qualcosa di interessante.

Se un ragazzo ti sente urlare, quello che prova è un senso di malessere, e dentro di sé finirà per associare il malessere al posto in cui si trova.

Se un ragazzo ti sente urlare, quello che ti vede negli occhi è che tu non stai bene, lì dove stai.

E se un ragazzo vede che nemmeno tu stai bene lì dove stai, quello che si chiede è: perché dovrei starci bene io?

 


Autore articolo

Enrico Galiano

Enrico Galiano

Insegnante, scrittore

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3 commenti su “Urlare in classe non ti farà ottenere ciò che vuoi”

  1. Non sono d’accordo per niente. Questo accade quando si abusa delle urla, è per questo che non funzionano, oppure quando si lascia intendere che non si crede in quello che si dice (infinitamente peggio), oppure ancora non si hanno nozioni di respirazione diaframmatica e impostazione della voce per cui i ragazzi ridono per la “gallina strozzata”. E se ho sbagliato, chiedo perdono.
    Secondo me imparare a farlo bene e quando serve è invece efficacissimo e altamente educativo perché insegna che anche l’adulto è umano, ha una pazienza non illimitata e va rispettato. I ragazzi percepiscono un disagio? Perfetto: obiettivo raggiunto (magnifico). Infatti c’è un grave disagio prodotto dal mancato rispetto del patto d’aula, delle regole che dovrebbero essere appese in classe, concordate con loro e scritte da loro. Una sana urlata è quello che ci vuole, non è mai morto nessuno e generazioni intere sono maturate imparando il rispetto reciproco, la buona educazione, la necessità di rispettare le regole per il benessere di tutti.
    Abbandonare l’utopia che si possano fare solo cose interessantissime e coinvolgenti sarebbe un altro grande passo avanti, qualche volta a scuola, in famiglia, nella vita, c’è invece da ingoiare anche il rospo della fatica, del dovere senza particolare piacere: non fa male, per niente, fa benissimo, fa crescere.

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  2. Per nirnte d’accordo. Abusare delle urla è errato, ma considerarsi poco stimolanti in base all’attenzione, oggi, è folle. Questa è la psicologia che ha portato oggi ad avere banbini iperattivi oltre che maleducati. Non sono io che devo portare il bambino ad ascoltare, è lui che deve imparare a farlo. Forse un giorno il datore di lavoro si farà in 4 per rendermi il posto di lavoro stimolante? Suvvia, rimaniamo su un piano di realtà per cortesia.

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