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Ho superato i 50 anni eppure mi entusiasmo realmente sui luoghi, non c’è finzione scenica, anche perché mi sento un ricercatore prestato alla televisione“. Così commenta Alberto Angela che, nonostante il passare del tempo, non ha perso interesse per il suo lavoro coltivando la sua passione con rinnovata curiosità.

cannibale

Il più famoso divulgatore della tv ha raccontato al Fatto Quotidiano alcuni aneddoti della sua lunga carriera. “Il brivido di un sito archeologico non è paragonabile a nulla; lì c’è il fascino, mistero, attesa; c’è la sensazione di ritrovare un percorso momentaneamente sepolto e tu sei il ricercatore in grado di ricollegare il passato al presente. Ho scavato per dieci anni e nei luoghi più sperduti del pianeta. A mani nude? A volte è necessario” ha affermato Angela.

L’avventura più estrema l’ha vissuta in Niger quando è stato rapito e ha vissuto per 15 ore da condannato a morte prima della liberazione. Ma la sua vita è piena di avvenimenti eccezionali, come quando ha viaggiato con un cannibale (“ragazzo dolcissimo”, ricorda Angela) attraversando l’Africa da solo con lui.

E’ stato solo a metà viaggio che lo studioso ha scoperto delle sue abitudini, quando un sorriso ha mostrato i denti appuntiti, affilati a triangolo. Anche in quel caso Angela non si è lasciato intimorire e ha stretto amicizia con lui. Nonostante abbia portato la cultura in prima serata su Rai Uno, Angela non ha intenzione di sfruttare la notorietà per un posto in politica, un mondo troppo distante da lui.

La sua vocazione rimane quella dei viaggi e delle scoperte, come quando era piccolo: “Alle elementari sono finito 11 volte all’ospedale. Ero molto attivo, un tipo tosto. Non mi fermo mai. Le vacanze le decidono i figli“.

Per le nuove puntate di “Ulisse”, che sta girando in questo periodo, lavora di notte, quando “possiamo ascoltare i sussurri della storia“, dice. Per restare in argomento storico, a proposito delle opere italiane sottratte al nostro Paese ed esposte in musei esteri, Angela ha espresso così la propria opinione: “Il Louvre è pieno di opere sottratte da Napoleone con i fucili spianati; quando giro tra quelle sale e leggo il cartellino ‘Campagna d’Italia’ avverto un moto di fastidio: vuol dire che è stata razziata”.