Adulti e adolescenti: come tenere aperto il dialogo sulla sessualità

Adulti e adolescenti non sempre hanno facilità di dialogo e dai 14 anni in su questo momento si dirada sempre più lasciando spazio persino a maggiori conflittualità. Argomenti tabù come la sessualità diventano così difficili da affrontare e per molti teenager parlarne in famiglia è davvero complicato.

dialogo sulla sessualità

Mentre si continua a discutere se introdurre l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, il ruolo familiare resta fondamentale per aprire al dialogo sulla tematica spiegando tutto ciò che serve riguardo contraccezione, protezione da malattie trasmissibili, consenso e benessere così da accompagnare le prime esperienze con maggiore consapevolezza.

In caso un adolescente apra una discussione magari con una domanda, evitare di mettersi sul piedistallo è importante: gli adulti possono diventare un punto di riferimento anche mostrando le proprie debolezze e magari cercando insieme informazioni su portali specializzati come Mettiche.it dove sono le voci di professionisti con un linguaggio semplice a dire ciò che serve sapere.

L’ascolto prima della risposta

A seconda dell’età le domande possono cambiare, anche quelle sulla sessualità. Possono riguardare i cambiamenti del corpo, le relazioni, i contraccettivi e le malattie sessualmente trasmissibili. A volte nascono da qualcosa visto online sui social o magari da conversazioni arrivate dagli amici.

La tentazione dell’adulto può essere quella di rispondere subito con molte informazioni ma non sempre serve. Prima può essere utile capire che cosa il ragazzo o la ragazza stia realmente chiedendo. Una frase semplice come “che cosa vuoi sapere esattamente?” può aiutare più di un discorso preparato.

Anche scegliere fonti comprensibili e adatte all’età fa parte del percorso. Per approfondire questi temi e trovare informazioni da cui partire per parlarne insieme, può essere utile consultare Mettiche.it, come supporto informativo e non come sostituto del confronto con medici e professionisti sanitari quando necessario.

Riservatezza, non distanza

L’adolescenza è una fase in cui il bisogno di autonomia cresce e, con questo, anche quello di difendere la propria sfera privata. Capita quindi che i ragazzi raccontino meno, tengano per sé alcune cose o scelgano con attenzione a chi confidarsi. Per gli adulti non è sempre semplice, soprattutto quando entrano in gioco temi delicati come la salute e la sessualità.

Secondo gli psicologici bisogna imparare a rispettare la riservatezza ma non favorire una vera e propria distanza; serve essere presenti ma non oppressivi perché è importante restare un punto di riferimento magari accompagnando o fornendo contatti per professionisti e consultori.

Se un ragazzo o una ragazza sceglie di parlare con la madre, il padre, una sorella o un fratello e chiede che una confidenza resti privata, quella richiesta crea un legame delicato. Romperlo può avere conseguenze concrete. La volta successiva, infatti, potrebbe decidere di non chiedere più aiuto proprio alla persona a cui si era affidato.

Parlare anche quando non c’è un’emergenza

Cosa fa davvero la differenza? Sicuramente l’empatia che evita di esprimere giudizi e crea un vero e proprio supporto, soprattutto quando non c’è un problema vero e proprio da risolvere. Attraverso un dialogo sulla sessualità lontano da momenti critici si possono toccare tematiche d’attualità agganciandosi direttamente a notizie social o casi di cronaca.

Tenere aperto il dialogo sulla sessualità tra adulti e adolescenti non è così complicato come si può pensare, serve una buona dose di empatia e il desiderio di rispettare l’altro evitando di giudicare o ridicolizzare.

Diventa un autore di MenteDidattica e pubblica i tuoi articoli!

Gli insegnanti che inviano la propria richiesta, una volta accettati, potranno pubblicare articoli su tematiche scolastiche preferite.

Update cookies preferences