Pandemia in Italia, Conte Rimane Fermo sull’Istruzione: i Dati ci Dicono che Le Scuole non Sono Focolai

Il Premier Giuseppe Conte si confronta con Maurizio Landini, segretario della Cgil, e si esprime in merito all’eventuale chiusura della scuola.

scuole non sono focolai

Riguardo i contagi, il Premier afferma: “Se tutti i giorni molti ospiti in tv hanno diverse opinioni esce una sinfonia di opinioni. Ma oggi, venerdì, ci sarà un aggiornamento dei dati della curva, c’è una cabina di regia. Oggi indicherà quali regioni cambieranno. Speranza accoglierà queste indicazioni. Il governo ora non lo sa“.

SCUOLE SONO LUOGHI SICURI

Le scuole non sono focolaio, cercheremo di mantenere un presidio. Dobbiamo essere molto franchi: i nostri dati ci dicono che le scuole di per sé non sono focolai di contagio. Ovviamente c’è anche il valore ideale della formazione in presenza, ecco perché cerchiamo di mantenere questo presidio” continua.

Certo quello che avviene intorno, prima e dopo le scuole può costituire un focolaio. Per questo dobbiamo tutti rispettare le regole: distanza, mascherina, igiene delle mani. Posso dire che l’esperienza ci dice che i ragazzi rispettano molto le regole” specifica.

OBIETTIVO: NON PENALIZZARE ECONOMIA

“Io confido che oggi l’Rt nazionale, la media della velocità di contagio, possa già abbassarsi. Con questo monitoraggio abbiamo il dovere dove c’è bisogno di intervenire e di non intervenire dove i dati permettono di non farlo. Questo significa non penalizzare troppo le attività economiche” prosegue.

Il Premier conclude: “Non ho la palla di vetro o le capacità da indovino. Ma se oggi si confermasse un abbassamento dell’Rt nazionale non significherebbe che saremmo fuori pericolo. Il mese di novembre è dedicato a contenere la curva di contagio“.

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