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Si scrive jigsaw e si traduce puzzle, perché funziona proprio come il gioco da tavolo, solo che al posto delle tessere colorate ci sono gli alunni che, incastrandosi, formano i gruppi e lavorano insieme.

 

In un lavoro di gruppo tradizionale, può accadere che gli studenti meno preparati vadano a ricasco di quelli più bravi, che alla fine svolgono la maggior parte del compito. E non è raro vedere la classe trasformata in una piccola Babele, in cui tutti parlano contemporaneamente.

 

Nel Jigsaw queste negatività sono eliminate, vediamo come.

 

jigsaw

 

Step 1.

La classe viene divisa in gruppi da un minimo di 3 a un massimo 6 membri.

 

Step 2.

Anche la lezione deve essere divisa in varie parti in base al numero dei componenti della squadra.

Esempio: ora di Geografia, studio di una Nazione.

All’interno dello stesso gruppo, uno studente affronta gli aspetti della geografia fisica, uno quelli demografici, uno approfondisce il clima e così via.

 

Step 3.

Il docente stabilisce il tempo per studiare gli argomenti assegnati.

Si lavora insieme, ma ogni alunno è responsabile di un tema specifico su cui lavorare individualmente.

 

Step 4.

Successivamente, per un breve tempo, ogni membro lascia il primo gruppo (il gruppo-casa) e va a formarne un secondo, che si costituisce temporaneamente (il gruppo-esperto), all’interno del quale tutti avranno studiato lo stesso argomento e potranno confrontarsi sullo stesso tema.

Questa fase è particolarmente utile agli studenti che presentano difficoltà nello studio o nell’organizzazione del proprio lavoro, perché hanno l’opportunità di mettersi alla prova e di misurarsi con altri compagni.

Allo scadere del tempo…

 

Step 5.

… si ritorna nel gruppo di partenza e ogni studente condivide con gli altri tutto ciò che ha imparato. Solo adesso si creerà un sapere di gruppo in cui ognuno ha dato il proprio contributo personale.

 

Unica raccomandazione.

Come sempre nel mondo della scuola, bisogna entrare in aula con le idee chiare e preparati: le fasi del lavoro (e i compiti) devono essere strutturate in modo preciso, i tempi ben stabiliti e i gruppi vanno organizzati calibrando le personalità presenti nella classe.

 

Il giorno in cui ho usato il Jingsaw ho scoperto che trasformare il rumore fastidioso di una Babele nel suono armonioso di un’orchestra non è impossibile.

 

Provare per credere.

 


Autore articolo

Francesca Monetti

Elisabetta Monetti

Insegnante, blogger

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1 COMMENTO

  1. Io ho usato questo metodo dopo averlo provato in prima persona in un corso di formazione (sono neoimmessa), ottenendo risultati fantastici. I bambini erano pienamente coinvolti, tutti si sentivano responsabili e ci tenevano particolarmente a dare il proprio contributo.
    Io ho programmato una lezione di scienze sui vertebrati, ogni gruppo di esperti doveva studiare una categoria e fare una mappa concettuale, poi gli esperti tornavano nei gruppi e dovevano spiegare quello che avevano fatto.
    Sicuramente applicherò ancora questo metodo quando possibile!

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