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La Flipped Classroom o Classe Ribaltata è una metodologia didattica che ben si presta ad una scuola come la mia, all’avanguardia nelle sperimentazioni educative e nelle nuove tecnologie.

Nella mia carriera di docente, ne avevo sentito parlare spesso, ma non mi ero mai “avventurata” in questo percorso. L’occasione si è presentata quest’anno, quando nella mia classe II , è arrivata una docente di sostegno neo-immessa (prof.ssa Alessia Torrente) , che inaspettatamente mi ha scelta quale tutor per il suo anno di prova. Sin da subito tra noi si è creata un’empatia personale e lavorativa che ci ha permesso di realizzare un percorso didattico articolato e vario.

Prendendo spunto dal fatto che i nostri alunni, come tutti i ragazzi di oggi, sono molto attratti dalla tecnologia e passano parecchie ore con smartphone e pc, con i quali hanno grande familiarità, abbiamo pensato di creare una classe virtuale sulla piattaforma Edmodo, tale da permettere un’interazione continua, anche da casa, tra docenti e alunni e tra compagni di classe, compresa l’alunna diversamente abile.

classe ribaltata

Gli alunni provvisti di smartphone e tablet sono stati invitati a far parte di essa inserendo un codice identificativo del gruppo classe, elaborato dal sistema.

Abbiamo quindi realizzato una sorta di CLIL Italiano/Inglese a tema “Inclusione”.

Lo stimolo è stato fornito da una canzone di Gianni Morandi sul valore della disabilità ascoltata in classe e il cui video è stato prontamente caricato sulla classe virtuale, invitando gli alunni a esprimere liberamente le loro considerazioni, delle quali si è poi discusso ampiamente in classe.

Gli alunni sono stati quindi chiamati a scegliere e caricare sulla classe virtuale, tutti i brani musicali in italiano e in inglese relativi al tema in oggetto e a motivarne la scelta. Si è poi discusso tanto e la preferenza è caduta sul brano Freedom di Pharell William.

Abbiamo poi invitato gli studenti a eseguire l’analisi del testo, attraverso domande stimolo e ovviamente a postare tutto nella classe virtuale, mostrandosi sempre disponibili a chiarire, il giorno successivo, gli eventuali dubbi.

Ciò è avvenuto, anche con l’ausilio degli altri studenti nell’ottica di una didattica inclusiva, ben lontana dalla passività della lezione tradizionale.

Dopo questo primo step, abbiamo postato il link relativo al blog di una poetessa inglese contemporanea Sarah Ismail, affetta da una grave disabilità, invitando gli alunni e scegliere un componimento tra i tanti contenuti nella raccolta “Listen to the silence“, motivandone la scelta.

Dopo ampia discussione in classe, si è deciso di porre l’attenzione su quella con il più alto numero di preferenze “A Girl’s Reply To A Marriage Proposal”.

Quindi, abbiamo fornito una serie di spunti per una semplice analisi testuale, invitando gli alunni, a tradurre in italiano il testo e a metterlo a confronto con quello in lingua originale, tutto ciò sempre all’interno della classe virtuale, attraverso la quale gli alunni liberamente si confrontavano, commentavano, davano vita a veri e propri dibattiti.

Ciò ha dato modo ai singoli componenti della classe, di sentirsi protagonisti del loro percorso di apprendimento, di ampliare le competenze in lingua madre e in lingua straniera, nonché di riflettere e approfondire il tema della disabilità e dell’accoglienza, in un gruppo classe che da due anni lavora, condivide, supporta giornalmente una dolcissima compagna, affetta da una grave disabilità.

Il prodotto finale di questo piccolo progetto didattico è stato un video registrato dai ragazzi, in cui è emerso come la disabilità o meglio la diversità, deve essere considerata una grande risorsa che aiuta a crescere e a migliorarsi.

La metodologia utilizzata ha avuto l’obiettivo di trasferire la responsabilità del processo d’insegnamento agli studenti, che direttamente e autonomamente hanno avuto accesso ai contenuti, nel rispetto dei tempi di apprendimento di ciascuno, ricorrendo al docente nel ruolo di facilitatori della comprensione dei contenuti.

È stato gratificante e professionalmente appagante, guidare gli alunni ad ampliare le loro conoscenze, capacità e competenze, ma soprattutto, il grande successo è stato l’aver contribuito ad accrescere la loro sensibilità verso un tema delicato come la disabilità. La metodologia della Flipped classroom ha sicuramente contribuito al successo del progetto.

 


Autore articolo
Cettina Surdi

Cettina Surdi

Insegnante presso IC Laura Lanza-Baronessa di Carini (PA)

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