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È una ricorrenza un po’ particolare quella di oggi, lunedì 24 febbraio. Trenta anni fa, infatti, moriva il presidente Sandro Pertini.

Sandro Pertini era nato nel 1896 a San Giovanni di Stella, in provincia di Savona. Nel primo dopoguerra, si era unito al Partito Socialista, dichiarando fin da subito il suo pensiero contrario al fascismo. Successivamente, si era trasferito all’estero con l’intento di continuare la sua attività antifascista. Nel 1929, era tornato in Italia sotto falso nome. Però, era stato arrestato e condannato dal Tribunale speciale per la difesa dello Stato. Per lui, i giudici aveva optato dapprima per la reclusione e, in seguito, per il confino. Nel corso della seconda guerra mondiale, aveva partecipato attivamente alla Resistenza.

sandro pertini

Per quanto riguarda l’attività politica, Sandro Pertini aveva ricoperto l’incarico di senatore durante la prima legislatura e come deputato del Partito Socialista Italiano. La svolta nella sua vita pubblica era avvenuta l’8 luglio 1978. Pertini era infatti diventato il settimo presidente della Repubblica italiana, rimanendo in carica fino al 1985. Cinque anni dopo, alla veneranda età di 93 anni, era morto a causa di una complicanza derivata da una caduta avvenuta qualche giorno prima.

Sandro Pertini, però, non è mai stato dimenticato. Anzi, è stato più volte omaggiato e ricordato come “il presidente più amato dagli italiani“. Oltre alla lotta contro il fascismo, a cui aveva dedicato sempre parole durissime, aveva dedicato la sua vita al combattere le disuguaglianze. “Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile. Non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei. Si può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha un lavoro?“.