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Una data importante quella del 30 Gennaio del 1945 in cui cominciarono a diffondersi i primi ideali liberali dopo anni bui. In questa data importante si ricorda il suffragio universale femminile avvenuto, dunque, circa 75 anni fa con il Decreto legislativo luogotenenziale n.23 del 1 febbraio dello stesso anno.

Tutte le donne potevano partecipare al voto tranne le minori sotto i 21 anni e le prostitute. L’Italia era in una condizione politica precaria, era appena uscita dalla Seconda Guerra Mondiale, ma non poteva in nessun modo sottrarsi da questa nuova ondata di modernità.

Il suffragio universale fu fortemente voluto dal partito comunista di Togliatti e del democristiano De Gasperi meglio conosciuto come il decreto bonomi. Le donne non potevano solo eleggere, ma potevano addirittura essere elette. Anni dopo cominciarono a crearsi a Milano Gruppi di Difesa della Donna e Assistenza ai Volontari della Libertà, un’organizzazione formata da donne unite per offrire sostegno a chi viveva in una condizione di difficoltà. una rivalutazione profonda delle donne che cominciavano a conquistare i propri diritti dopo secoli bui.

Le prime elezioni amministirative alle quali le donne furono chiamate si svolsero nel marzo del 1946. Le donne prima di andare a votare dovevano seguire un protocollo ben preciso, dovevano presentarsi al seggio elettorale senza rossetto per non lasciare tracce sulla scheda elettorale.

cittadine suffragio

Il 2 giugno del 1946 avvenne l’elezione dei deputati dell’Assemblea Costituente, tra le donne elette ricordiamo (Maria Federici, Angela Gotelli, Nilde Jotti, Teresa Noce, Lina Merlin) furono le prime rappresentati della Commissione per la promulgazione della Costituzione repubblicana.