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Vorrei iniziare con una domanda: quand’è stata l’ultima volta che vi hanno chiamato “infantili”?

Per ragazzi come me essere chiamati “infantili” può essere una cosa frequente. Ogni volta che facciamo richieste irrazionali mostriamo un comportamento irresponsabile o mostriamo qualunque altro segno tipico di un normale cittadino ci dicono che siamo infantili il che mi dà veramente fastidio.

Date un’occhiata a questi eventi: Imperialismo e colonizzazione guerre mondiali, George W Bush. Chiedetevi: chi è responsabile? Gli adulti ?!?!? E cosa hanno fatto i bambini? Beh, Anna Frank ha toccato milioni di persone con i suoi potenti racconti sull’Olocausto, Ruby Bridges ha contribuito a terminare la segregazione negli USA e, di recente, Charlie Simpson ha contribuito a raccogliere 120.000 sterline per Haiti sulla sua biciclettina.

Quindi, come evidenziato da questi esempi l’età non c’entra niente.

imparare dai ragazzini

I tratti a cui si riferisce il termine “infantile” sono visibili così spesso negli adulti che dovremmo abolire l’uso di questa parola discriminatoria per criticare comportamenti associati con irresponsabilità e irrazionalità. E comunque, chi ci dice che certi tipi di irrazionalità non siano esattamente ciò di cui il mondo ha bisogno? Forse avete fatto grandi piani, qualche volta ma poi vi siete fermati, pensando “È impossibile” o “Costa troppo” o “Non ne trarrò alcun beneficio personale”.

Nel male e nel bene, noi ragazzi non siamo altrettanto ostacolati quando si tratta di pensare al perché non fare certe cose. I ragazzi hanno un sacco di interessanti aspirazioni e speranze positive come il mio desiderio che nessuno abbia fame o che tutto sia gratis e utopie del genere.

Quanti di voi ancora fanno sogni del genere e ci credono ancora? A volte la conoscenza della storia e dei fallimenti di ideali utopici può essere un fardello perché sai che se tutto fosse gratis le scorte di cibo si esaurirebbero e questo porterebbe al caos. D’altro canto noi bambini sogniamo ancora la perfezione e questo è un bene perché per poter realizzare qualcosa prima lo devi sognare!

Per certi versi, la nostra audacità nell’immaginare aiuta a spostare i confini del possibile. Per esempio, il Museo del Vetro a Tacoma, Washington ha un programma chiamato “Bambini che progettano il vetro” e i ragazzi disegnano le proprie idee di arte vetraria. Gli artisti che gestiscono il museo dicono che alcune delle idee migliori le hanno derivate da questo programma perché i bambini non pensano alle limitazioni di quanto è difficile soffiare il vetro in certe forme, pensano solo a buone idee. Ora, quando voi pensate al vetro, potreste pensare ai colorati design di Chihuly o forse a vaso in vetro di Murano ma i bambini spingono gli artisti del vetro più in là verso oggetti originali che non hanno nessuna regola artistica, ma unici nel loro genere.

Non c’è bisogno che la nostra saggezza innata rimanga un sapere per pochi adepti. I bambini imparano già un sacco dagli adulti e abbiamo molto da condividere. Gli adulti dovrebbero iniziare a imparare dai bambini. Tengo la maggior parte dei miei discorsi di fronte a insegnanti e studenti, e mi piace questa analogia. Non ci dovrebbe essere solo un insegnante a capo di una classe a dire agli studendi “fai questo, fai quell’altro”. Gli studenti dovrebbero insegnare ai propri insegnanti!

Imparare dovrebbe essere una cosa reciproca tra adulti e bambini. La realtà, sfortunatamente, è un po’ diversa e ha molto a che vedere con la fiducia, anzi con la sua mancanza. Se non ti fidi di qualcuno, gli dai dei limiti, giusto? Se io dubito della capacità di mia sorella maggiore di ripagare l’interesse del 10% che le ho messo sull’ultimo prestito limiterò la sua possibilità di prendere altri soldi da me fino a che non ripagherà il suo debito (storia vera, tra l’altro).

Ora, gli adulti sembrano avere un atteggiamento prevalentemente restrittivo verso i bambini a partire da ogni “non fare così” “non fare cosà” nei libri scolastici fino alle restrizioni sull’uso di internet a scuola. Ma la storia mostra che i regimi diventano oppressivi quando sono paranoici a proposito del controllo e, sebbene gli adulti non siano proprio al livello dei regimi totalitari, i bambini hanno poca o nessuna voce in capitolo nello stabilire le regole quando in realtà la cosa dovrebbe essere reciproca: la popolazione adulta dovrebbe imparare a prendere in considerazione i desideri della popolazione più giovane.

Ancor peggio delle limitazioni è che gli adulti spesso sottostimano le abilità dei bambini. A noi piacciono le sfide, ma quando le aspettative sono basse credetemi, cadremo in basso fino a quel livello. I miei genitori avevano tutt’altro che scarse aspettative per me e mia sorella. Okay, non ci hanno detto di diventare dottori o avvocati o niente di simile ma mio padre ci leggeva di Aristotele e dei “Pionieri che batterono i germi” mentre molti altri bambini ascoltavano “Stella stellina la notte si avvicina, la fiamma traballa, la mucca è nella stalla”. L’abbiamo ascoltata anche noi, ma “Pionieri che batterono i Germi” vince di brutto!

Mi è piaciuto scrivere dall’età di quattro anni e quando ne avevo sei mia mamma mi ha comprato il mio portatile con Word ed ho scritto più di 300 racconti su quel piccolo portatile e volevo farmi pubblicare. Invece di sbuffare per questa eresia di una bambina che voleva essere pubblicata o dirmi “aspetta di essere più grande” i miei genitori mi hanno supportato tantissimo. Molti editori non sono stati altrettanto incoraggianti! Un grosso editore di libri per bambini, ironicamente,ci ha detto che loro non lavorano con i bambini.

Editore per bambini che non lavora coi bambini? Non so, mi pare che ti stai alienando un po’ di clienti qui… Ora, un editore, Action Publishing, ha voluto fare questo balzo e credere in me e ascoltare ciò che avevo da dire. Hanno pubblicato il mio primo libro “Dita volanti” e da lì sono arrivata a parlare in centinaia di scuole, fare discorsi a migliaia di educatori e infine, oggi, a scrivere questo articolo.

Mi fa piacere la vostra attenzione, oggi perché per mostrare che vi interessa davvero voi leggere o ascoltate. Ma c’è un problema con questo bel quadretto dei bambini che sono così meglio degli adulti: i bambini crescono e diventano adulti proprio come voi. Ma proprio come voi? [ironico].

L’obiettivo non è di trasformare i bambini nel vostro tipo di adulti ma di formare adulti migliori di quanto siete stati voi, il che è una bella sfida. Considerate le vostre credenziali, ma è così che si ha il progresso perché nuove generazioni crescono e si sviluppano e diventano meglio delle precedenti. È il motivo per cui non siamo più nel Medioevo! Non importa cosa facciate nella vita, è imperativo creare opportunità per i bambini così che possiamo crescere per spazzarvi via! [ironico]

Cari lettori, dovete ascoltare e imparare dai bambini e credere in noi e aspettarvi di più da noi. Dovete prestarci attenzione oggi perché siamo i leader di domani il che vuol dire che ci prenderemo cura di voi quando sarete vecchi e rimbambiti. Scherzavo. No, davvero, saremo la prossima generazione, quelli che porteranno avanti questo mondo e nel caso pensiate che questo non vi riguardi ricordate che la clonazione è possibile e comporta passare di nuovo attraverso l’infanzia nel qual caso vorrete essere ascoltati proprio come la mia generazione. Ora, il mondo ha bisogno di opportunità per nuovi leader e nuove idee. I bambini hanno bisogno di opportunità di successo. Siete all’altezza della sfida? Perché i problemi del mondo non dovrebbero essere il cimelio di famiglia degli umani!

Adora Svitak, 13 anni