Motivare lo studio: Alternative alle Ricompense

Una delle regole più importanti sulla gestione del comportamento degli studenti è che se ottieni qualcosa, devi ricambiare. Non è efficace dire, “non fare questo” senza aggiungere, “prova in questo modo.” Le alternative devono esistere perché il cambiamento si verifichi. Non ho mai creduto all’uso delle ricompense, incentivi, tangenti e altri espedienti nocivi da dare agli studenti migliori. Vorrei dunque offrire ora agli insegnanti delle valide alternative a queste ricompense. Queste alternative sono abbondanti ma ho intenzione di concentrarmi solo su queste tre, cioè le più facili da attuare.

 

alternative alle ricompense

 

 1) MOSTRARE APPREZZAMENTO

 

Una volta ho partecipato ad un seminario sul tema delle alternative alle ricompense tenuto da due colleghi , due uomini che stimo e con cui vado d’accordo. Tuttavia, la loro posizione esposta in questo seminario non ha permesso alcuna possibilità agli insegnanti di fare alcun giudizio sul lavoro degli studenti. Non sono d’accordo su questa posizione. Credo che abbiamo la responsabilità e l’obbligo come insegnanti di valutare il rendimento scolastico degli studenti e sul loro comportamento. Per me, il problema riguarda ciò che facciamo con queste valutazioni e come le esprimiamo. Quando abbiamo giudizi positivi da dare, c’è una grande differenza tra l’incitazione agli studenti a comportarsi in un certo modo ed esprimere i veri sentimenti di apprezzamento per qualcosa di ben fatto. I colleghi del seminario hanno detto che in ultima analisi, entrambi hanno lo stesso effetto ad influenzare il comportamento portando gli studenti a fare quello che vogliamo. Ancora una volta, non sono d’accordo. Nessuno può lavorare duro senza valutazione, apprezzamento, elogio o ringraziamento. Non ci riuscirei, e tanto meno può la maggior parte degli educatori. Se si lavora duro, meritiamo un riconoscimento.

La differenza tra l’incitazione e l’apprezzamento è che il primo ha una destinazione finale predeterminata, mentre il secondo è un’espressione di sentimenti naturali. Le ricompense sono tipicamente offerte prima di richiederne i risultati. (“Se lo fai, avrai questo in cambio.”) Fanno parte di un sistema predeterminato. L’apprezzamento, invece, viene sempre dato a seguito dell’atteggiamento di uno studente. Non è né subordinato né predeterminato. Quando apprezziamo una cosa, non cerchiamo di ottenere qualcosa in cambio, anche se non ci dispiacerebbe essere ringraziati. L’apprezzamento viene dal cuore, non certo dal sistema.

 

2) INTRODURRE UNA SFIDA APPROPRIATA

 

Immagina che domani giocherai ad un gioco, uno di tua scelta, che sia uno sport o un gioco al computer, che sia un gioco da tavolo, scacchi o carte. Puoi scegliere due avversari. Il primo è uno che ti ha sempre battuto: sei sempre stato vicinissimo a vincere ma alla fine non ci sei mai riuscito. La seconda scelta è qualcuno che hai facilmente battuto ogni volta. Quale sceglieresti?

Raramente qualcuno sceglierebbe il secondo Non c’è nessuna scossa di emozione, nessun brivido vincente, nulla da mettere in gioco. Solitamente si sceglie il primo avversario perché la sfida diventa più eccitante ed interessante. Tutto il nostro corpo si concentra e l’adrenalina scorre nelle nostre vene. Il livello di coscienza aumenta vertiginosamente. E se vinciamo, il senso di realizzazione è mostruoso. Hai mai sconfitto un genitore o un fratello maggiore per la prima volta? Sarebbe un ricordo indimenticabile. Nessun compenso può avvicinarsi alla sensazione di quella vittoria. Così è anche a scuola. Fornite una sfida opportuna agli studenti per permettergli di affrontarla e, magari, vincerla.

Il trucco è quello di trovare il livello più appropriato di sfida. Una sfida troppo facile costruisce un bel po’ di orgoglio, e una sfida troppo difficile conduce alla frustrazione. Il modo migliore per farlo è quello di offrire vari livelli di sfida e lasciare che lo studente scelga, come un videogioco con vari livelli di difficoltà. Naturalmente, non ci può essere alcuna ricompensa o punizione a riguardo, o gli studenti opteranno per andare ad un livello più facile.

 

3) CONOSCI I TUOI STUDENTI E MOSTRA UNA ACCURATEZZA GENUINA

 

Pensa ai migliori insegnanti che tu abbia mai avuto dall’asilo fino all’ultimo anno di superiori. Avevano tutti una cosa in comune: si sono veramente impegnati per il tuo benessere. Hanno parlato con te dei tuoi sentimenti intorno a problemi scolastici, i tuoi successi, i fallimenti e le esigenze. Ridevano con te, ti incoraggiavano e, soprattutto, ti toccavano il cuore. Quanti nomi degli insegnanti ricordi ancora al punto di ricordarne il volto? Senza dubbio si trattano di quelli che ti fanno sentire parte di qualcosa di più grande di te, come una famiglia. Ti hanno mai chiesto qualcosa di plausibile in cambio?

Ho avuto classi con un massimo di 30 studenti e con tutti loro ho sempre cercato di creare questa sensazione di interesse per il loro benessere. Come? Essendo genuini, veri, sinceri, esprimendo idee dal cuore e prendendosi cura dell’apprendimento più l’insegnamento. Ricordo sempre che io insegno per loro, e non sono loro ad imparare da me.

 

Dott. Curwin Richard

 


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