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Da un’indagine svolta nel 2012 risulta che in Malawi, uno dei paesi più poveri del mondo, più della metà della popolazione femminile si sposa prima dei 18 anni.

A cercare di dissuadere i genitori delle giovani ragazze dal farle sposare così giovani sono molte organizzazioni; ma purtroppo la povertà spinge le famiglie a pensare di non poter fare altrimenti, poichè comunque i compensi economici derivanti da un matrimonio infantile sono anche molto alti.

Ma da quando in un villaggio del Malawi, la più piccola di 12 fratelli, Theresa Kachindamoto, è diventata capotribù, molte cose sono cambiate. La sua reputazione positiva ha fatto sì che le venisse attribuito questo importante ruolo e, ‘volente o nolente’, le dissero, avrebbe dovuto accettare il lavoro affidatole.

Così Theresa Kachindamoto ha pensato bene di porre termine a questa pratica del matrimonio infantile, dichiarata illegale nel 2015, ma ancora molto presente. Viaggiando nella regione Theresa ha incontrato una bambina di 12 anni con il marito e i figli ed ha detto loro: ‘che vi piaccia o no, questo matrimonio sarà annullato‘.

È iniziata la serie di matrimoni annullati: nel suo villaggio composto da più di 900mila persone, Theresa Kachindamoto ha annullato 850 matrimoni di spose bambine e ha rimandato le ragazze a scuola. Purtroppo la mentalità delle persone non è però facile da cambiare e così diversi genitori hanno iniziato a protestare, ma lei si è rifiutata di ascoltarli. Ha piuttosto deciso di cambiare le leggi, così, stipulando un accordo con altri capitribù, ha abolito i matrimoni tra adulti e bambini e annullato quelli già esistenti.

Ciò ovviamente non è bastato, i genitori continuavano a dare le loro figlie in sposa, ma Theresa Kachindamoto ha licenziato i leader di quattro posti in cui ancora venivano effettuate queste pratiche. Sta anche tentando di sovvenzionare l’istruzione delle bambine quando i genitori non possono permetterselo e, nonostante le minacce di morte, lei va dritta per la sua strada.

Racconta: “Non mi importa. Dico che possiamo parlarne, ma che queste bambine devono tornare a scuola. Istruire le bambine, istruire l’intera regione… istruire il mondo”. È così che, senza paura, Theresa Kachindamoto fa del bene al Malawi e, in fondo, al mondo intero. Non sempre gli eroi indossano un mantello.