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“Non riesco ad individuare quali possano essere i vantaggi di iniziare con i quattro caratteri contemporaneamente. Ho richiesto, in più occasioni agli insegnanti, che utilizzavano questa modalità, il perché della loro scelta e la risposta è stata:- “Perché si abbreviano i tempi…”. Non vedo quale importanza possa avere  l’imparare in fretta”.  (Itala Riccardi Ripamonti)

Gli insegnanti, in Italia, iniziano solitamente con lo stampato maiuscolo e le motivazioni sono semplici: la sua riproduzione è molto semplice, a questo carattere il bambino accende spontaneamente, fa parte integrante dei sistemi simbolico-culturali della nostra società e si presenta  come veicolo forte delle insegne pubblicitarie.

I caratteri in stampato maiuscolo, in realtà, hanno qualità percettive accessibili fin dai primi anni della scuola dell’infanzia poiché costituiti di linee verticali, orizzontali, oblique e curve. Le difficoltà iniziano quando i bambini devono riconoscere e riprodurre lo stampatello minuscolo ed il corsivo. La motivazione di questa difficoltà proviene dalle  caratteristiche percettive differenti  che  servono per identificare lo stampatello minuscolo ed il corsivo.

I tratti distintivi dello stampato maiuscolo sono regolari,  tutti nella stessa posizione,  tutti con la stessa grandezza. Sulla prima foto delle lettere non sono possibili confusioni, invece sulla seconda le confusioni possono essere maggiori.

 

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Lo  stampato maiuscolo richiede meno impegno a livello percettivo in quanto non coinvolge capacità percettive visuo-spaziali complesse. Il corsivo e lo stampato minuscolo richiedono al lettore capacità di differenziazione dei parametri: alto-basso, lungo-corto, davanti –dietro, destra –sinistra, sopra e sotto il rigo.

Bisogna ricordare, a questo proposito, anche le condotte percettive quali la coordinazione visuo-motoria, la percezione figura-sfondo, la costanza percettiva, la percezione della posizione nello spazio, la percezione dei rapporti spaziali,  studiate da Marianne Frostig, che sono fortemente implicate nell’apprendimento della letto-scrittura.

I tratti distintivi dei due caratteri corsivo-stampatello, oltre a  non essere disposti regolarmente nello spazio, hanno differenze ambigue poiché le sagome sono pressoché uguali anche se più facilmente rintracciabili sono i caratteri del corsivo che è per questo meglio percepibile  rispetto allo stampatello.

 

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Quando iniziano ad insegnare il corsivo, gli insegnanti  dovrebbero fornire indicazioni di tipo costruttivo per fare in modo che i bambini associno i caratteri a oggetti realmente presenti nella realtà: un rotondo più un manico di ombrello per fare la “a”. Si invita così il  bambino ad un fare operativo che va oltre quello strettamente figurativo.

Secondo Piaget un bambino non è capace di riprodurre un rombo solo attraverso la via figurativa se non ha ancora capito che è un triangolo a cui se ne  aggiunge un altro che ruota dall’alto in basso.

Il sapere operativo  presuppone la capacità di costruire le lettere e non semplicemente copiarle. Si capisce da questo che non è affatto scontato che si possa passare automaticamente dallo stampato allo stampatello e poi al corsivo. Questo passaggio deve essere curato con molta sistematicità.

È preferibile, tuttavia, proporre direttamente, dopo lo stampato maiuscolo,  il corsivo poiché ha tratti distintivi molto più marcati rispetto allo stampatello. Ma ancora più importante sarà lavorare sui parametri spaziali utili alla riproduzione del corsivo.

Per una buona acquisizione della spazialità grafica si potranno presentare dapprima le lettere che si scrivono nel rigo : a-e-i-o-u, n-s-z-v-m-r-c; poi le ascendenti : t-l-b-d; dopo le discendenti : p-g-q; infine la discendente-ascendente f.

Il lavoro ben fatto con il corsivo aprirà la strada facilmente al riconoscimento dello stampatello di cui i libri di lettura sono pieni. Puntare sullo stampato maiuscolo senza poi sostenere il bambino nell’acquisizione degli altri caratteri significa generare confusioni che potrebbero protrarsi nel tempo.

Il corsivo pur presentandosi più difficile può essere sviluppato con facilità se fin dalla scuola dell’infanzia si interviene con tecniche pregrafiche in grado di aiutare l’armonioso sviluppo delle articolazioni motorie interessate nel compito della scrittura: spalla- gomito- polso. Tale sviluppo non può realizzarsi se si irrigidisce la scrittura  a causa di esagerate coloriture di schede oppure con l’uso protratto dei tracciati spezzati e rigidi dello stampato.

Questi presupposti sono indispensabili per acquisire buone  abitudini grafomotorie  le quali se scorrette saranno difficili da  poter recuperare più avanti.

 


Autore articolo
Rosaria Troiso

Rosaria Troiso

Pedagogista Logopedista

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