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Il sole inonda le nostre classi… guardo i bambini che attraversano i corridoi con i loro zaini ancora pesanti. Continuano ad arrivare puntualmente un po’ perché ce li mandano, un po’ perché a loro piace stare insieme.

 

La stanchezza si fa sentire e superate le prime due ore di attività… perdono il controllo. Il loro sguardo vaga, si stuzzicano, non ascoltano più. Quelli più vivaci sono già in giro per la classe a “mietere vittime”. Non serve alzare la voce né minacciarli di abbassare i voti nell’imminente “pagella”.

 

Esco dai panni della maestra e li guardo negli occhi, ci sono anch’io fra loro, ho le codine tese e il broncio. Intuisco che se propongo loro di giocare ci stanno! Li invito ad alzarsi tutti: “Mettetevi in cerchio!” Non credono alle loro orecchie! Facciamo il gioco “Cambio di posto con Mattia perché … mi piacciono le sue scarpe“: a turno cambiano il proprio posto con un compagno dopo averlo osservato e individuato il dettaglio più interessante. Dopo il gioco (10 minuti al massimo) i piccoli tornano a posto. Prometto loro una pausa ogni 50 minuti a patto che lavoriamo senza distrazioni. Ci provano. Devo spiegare le congiunzioni. Mi seguono. Dopo la mia breve introduzione lavoriamo in gruppo, sul loro testo trovano la regola e gli esercizi. Devono studiare insieme e interrogarsi a vicenda. Niente più compiti per casa, questa è la promessa. Sono di nuovo stanchi, allora propongo una gara: “Indovina cos’è“. Due squadre, un segnapunti (Alfiuccio non sa i verbi, ha ancora tante difficoltà, ma per lui è un onore tenere il conto delle risposte). Durante il gioco ripassiamo tutte le parti variabili e invariabili del discorso.

 

Dobbiamo dare spazio alla lezione d’inglese adesso. Sono scontenti, c’è caldo; allora prendo la palla e facciamo un gioco. Il lanciatore fa una domanda utilizzando le strutture conosciute: “What’s the weather like?” Chi la riceve risponde, fa un’altra domanda e rilancia. Se intrattiene troppo la palla… Penitenza! Dovrà dire i giorni della settimana, oppure contare da venti a 30, nominare cinque oggetti scolastici ovviamente in inglese! Il tempo è volato. La campana ci coglie di sorpresa. In fretta prepariamo lo zaino. So che domani torneranno tutti. È faticoso ma ho conquistato la loro fiducia.

 

ultimi giorni di scuola

 

Gli ultimi giorni di scuola sono i più pesanti. Gli alunni non mostrano interesse verso una nuova spiegazione, improponibile presentare l’ultimo argomento per “finire il programma” né tantomeno una verifica finale. Davanti non abbiamo dei contenitori, impossibile forzarli. Tenerli in classe è impegnativo e se non c’è un cortile dove passare un po’ di tempo la loro adrenalina sale.

 

Ma bisogna pure intrattenerli e fare tesoro delle ultime ore trascorse insieme; uscire dall’ottica che i genitori li mandano perché la scuola è un parcheggio. Gli “astratti” genitori sono persone che lavorano a loro volta e la scuola fino al nove giugno è aperta! Anche per i docenti è una fatica, in vista delle operazioni conclusive, scrutini schede di valutazione e relazioni finali. Ma i bambini hanno il diritto di trascorrere gli ultimi giorni sereni e non devono risentire della stanchezza dei grandi.

 

Le classi sono bollenti, il caldo si fa sentire e ci rende tutti più insofferenti. Dunque di necessità… virtù. I giochi e le attività di gruppo sono una grande risorsa. Ai bimbi piace lavorare in gruppo. Anche un’ultima verifica può essere svolta insieme. Matematica, storia, italiano: il docente assegna il compito e passa tra i banchi osservando il loro modus operandi, chiede quali sono le difficoltà incontrate nell’esecuzione e nella comunicazione fra i componenti. I bambini vengono messi di fronte ai loro errori e aiutati a superarli. Una lezione dovrebbe durare non più di 50 minuti, con pausa di 10 minuti alla fine di ogni attività. I giochi di squadra piacciono. Una gara è un modo simpatico per farli ripassare e abituarli a giocare rispettando l’avversario. I giochi linguistici o matematici sono una risorsa per noi. Stabilendo le regole insieme, i bambini si mettono in gioco e si appassionano.

 

Per il docente è faticoso gestire gli interventi che si fanno sempre più numerosi ma il risultato è gratificante perché loro sono soddisfatti ci guadagniamo la loro fiducia. Il Circle Time ci permette di fare una bella conversazione guidata. Ogni alunno dice la sua su un argomento che viene scelto insieme… parliamo di bullismo, di giochi elettronici, di Whatsapp, Instagram, di scuola com’è come dovrebbe essere. Ovviamente gli argomenti sono scelti in base all’età del bambino.

 

Un bambino che si congeda ogni giorno da noi col sorriso ci gratifica e ci dà la carica per affrontare gli ultimi giorni di scuola insieme.

 


Autore articolo
Emilia Azzarelli

Emilia Azzarelli

Insegnante

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