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Chi sono: mi chiamo Rosaria, per tutti Sara, ed abito in Belgio dal 2011. All’età di 22 anni sono sbarcata a Bruxelles con un biglietto Ryanair di 7€ e tanta voglia di cambiare aria. Avrei dovuto fermarmi solo qualche mese per uno stage in una scuola d’italiano, ma alla fine sono rimasta, dapprima lavorando come assistente d’italiano in una cittadina della Vallonia, poi, dopo aver preso l’abilitazione all’insegnamento, ho iniziato ad insegnare nelle scuole secondarie francofone e fiamminghe.

AULA INSEGNANTI IN BELGIO

Finestre, piante, cucina, divani… questo è quello che si può trovare in tutte le scuole del Belgio. In questi anni ho visitato vari edifici scolastici, sia in Vallonia, la parte francofona del Paese, che nelle Fiandre. In tutte le scuole la sala prof è considerata il cuore della scuola.

È qui che si passano le ore buche, le ricreazioni, i pranzi, talvolta le riunioni, i pranzi di Natale, le feste di fine anno, a volte anche solo un semplice aperitivo per una collega incinta, la nascita di un nipotino o la guarigione di un collega. È qui che si correggono i compiti in classe, si preparano le lezioni, si tengono i libri, si diffondono le notizie, ci si mette d’accordo sul programma, ci si scambia il materiale.

Per gli insegnanti è il luogo più importante, secondo solo all’aula. Anche per i presidi è fondamentale: più di una volta ho avuto un colloquio di lavoro seduta su un divano della sala prof. Avere una bella sala professori nel proprio istituto è un vanto per i dirigenti scolastici, in quanto specchio di un personale docente coccolato in sintonia con la scuola e con gli altri colleghi. E la domanda sorge spontanea: “Perché l’aula insegnanti è importante?”.

Le ragioni possono essere varie.

In primis è un luogo di rifugio e di aggregazione. È un luogo che si vive, dove ci si passano ore, dove nascono amicizie tra colleghi, dove si lavora in squadra o in parallelo. Avere degli ampi spazi, con larghi tavoli, divanetti e materiale messo a disposizione dalla scuola crea un ambiente di lavoro piacevole. Inutile ripetere che l’insegnamento è un mestiere difficile e stressante. Avere un luogo di rifugio, talvolta con ampie finestre e musica, dove confrontarsi con gli altri, leggere un libro, sfogliare una rivista, abbassa i livelli di stress.

Secondariamente, è un luogo dove si mangia. Anche i direttori spesso e volentieri si uniscono a noi per pranzare o bere un caffè. Nei periodi più intensi, come quello degli esami, la scuola offre succhi di frutta, bevande gassate e biscotti.

Con tanto di frigo, forno, forno a microonde, caffè, thè e tisane messe a disposizione dalla scuola, spesso si arriva a scuola con la spesa della settimana, si lasciano salumi, formaggi, insalate, pane in cassetta, pasta in più della sera precedente, yogurt e frutta per le pause delle 10 e delle 14h30.

Durante la ricreazione si parla di tutto, ci si scambia le ricette di quello che si mangia, ci si chiede perché l’alunno di quella classe si è assentato negli ultimi giorni e si passa a parlare del weekend trascorso in Francia o in Germania…

Terzo, è un luogo tranquillo dove lavorare. Tutti noi sappiamo di avere un lavoro che non finisce mai… Siamo sempre impegnati a correggere compiti e preparare le lezioni dei giorni successivi, per non parlare dei documenti, dei registri elettronici, delle riunioni…

Allora perché non sfruttare le ore buche tra una lezione ed un’altra per correggere i compiti sul divanetto o ricopiare i voti sul registro elettronico dai computer disponibili? E se non ci si vuole spostare nella sala computer per insegnanti o si vuole restare comodi sul divano, si può portare il proprio pc o un tablet, c’è la rete wifi della scuola (di solito una rete, più potente, per il personale, ed una differente per gli studenti). E non c’è da preoccuparsi: nessuno disturba mentre si lavora!

Quarto: l’aula insegnanti è il luogo dove ci si tiene informati. Di solito è lì che i presidi lasciano le circolari, vi trovi il tabellone dei docenti assenti, il planning settimanale (gite, uscite, attività extra-scolastiche), il benvenuto ai nuovi colleghi e, perché no, bandi per gli insegnanti, concorsi per gli alunni, e altro ancora. Oltre che il passaparola dei colleghi!

Infine, è il luogo dove disporre di uno spazio privato. Avere un armadietto personale è fondamentale. Sappiamo tutti che siamo sempre con borsone piene di libri, registri, fotocopie… Ma per i non più giovani o per chi, come me, ha problemi alla schiena, avere un armadietto è fondamentale. È lì che si tengono i libri, è lì che i colleghi lasciano il materiale in più preparato da loro, è lì che si lasciano forbici, nastro adesivo, evidenziatori… e magari la propria tazza per il caffè (in Belgio ognuno è molto orgoglioso della propria)! E se ci si ammala? È lì che i supplenti trovano i libri!

E non ho menzionato gli appendiabiti per cappotti, gli spazi dove lasciare la borsa o gli ombrelli zuppi ad asciugare… e se si lascia un libro o una penna sul tavolo, nessuno li sposta. C’è spazio per tutti!

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