Condividi

Si dibatte continuamente sull’utilizzo della tecnologia a scuola, d’altro canto è impossibile non farlo dato che ormai uno smartphone o un tablet sono il prolungamento del nostro braccio.

Se è vero che internet e la tecnologia aiutano i ragazzi nell’apprendimento, d’altra parte li rendono più carenti in alcune materie spesso bistrattate a scuola, mi riferisco in maniera particolare alla geografia.

Perché studiare su una cartina politica i vari nomi delle città  e dei mari, oppure sapere quale regione confina con un’altra? In pochi click c’è Google Maps che ci spiega tutto. Ma questa non è forse una forma di pigrizia che, a conti fatti, potrebbe rendere vano lo studio della geografia in quanto materia?

In questo modo si corre seriamente il rischio che i ragazzi non sappiano collocare nello spazio gli avvenimenti studiati, ad esempio, in storia. Non si riesce ad apprendere dunque perché alcune guerre di confine sono state così importanti, rendendo quindi lo studio della storia meccanico, non comprendendo al cento per cento il significato delle vicende che si sono susseguite nei secoli.

Se la tecnologia è da considerare come un ottimo alleato per lo studente, non si deve dimenticare che non può essere un sostituto allo studio. La perdita di importanza che sta via via colpendo la geografia porta con se gravi ripercussioni nei ragazzi come, ad esempio, la perdita dell’orientamento (che hanno solo se in possesso di uno smartphone).

ore di storia

Forse è davvero il caso di incrementare lo studio della geografia per rendere gli studenti più consapevoli, di arricchirli di cultura generale e per fargli anche apprendere dove si sono svolte le vicende storiche. Senza uno studio approfondito di questa materia si rischia di perdere una parte importante di istruzione, venendo dunque sostituita da un semplice cellulare. Ritengo sia importante quindi ridare la giusta dignità ad una materia scolastica che rischia seriamente di scomparire.