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La società moderna è sempre più indirizzata verso il consumismo. Compriamo, consumiamo per poi comprare di nuovo. Questo circolo vizioso inoltre sembra non trovare fine, portandoci quindi ad un consumo smodato di cose che magari nemmeno ci occorrono oppure che nemmeno desideravamo  poi così tanto.

Eppure continuiamo a compare e a consumare. Quel che è peggio è che spesso si assume questo comportamento anche con i propri figli. Quante volte capita  infatti, nella vita di tutti i giorni, di comprare un giocattolo al proprio figlio nonostante siamo ben consci che la sua cameretta sia piena di giochi?  Il più delle volte nemmeno ricorda di avere un determinato gioco.

Eppure, da genitori, noi spingiamo anche i nostri figli verso il consumismo in maniera esagerata, facendoli inghiottire da questa società moderna. Questo quindi alimenta il materialismo e molti scienziati dicono che questo fenomeno è in forte aumento.

I professori di economia all’University of Illinois a Chicago Marsha Richins e Lan Nguyen Chaplin stanno attualmente lavorando ad uno nuovo studio, cercando di frenare questa continua tendenza verso il materialismo. Come? Lavorando sulla generosità.

materialisti

I due professori hanno dunque condotto un esperimento per capire quanto il passato di “bambino materialista”  abbia inciso sui ragazzi ormai cresciuti. Sono dunque stati fatti diversi test e quiz. I risultati sono stati sorprendenti: risulta infatti che i più materialisti abbiano maggiori problemi coniugali e con l’ambiente, sprecando cibo e consumando eccessivamente.

I nostri risultati mostrano che è possibile ridurre il materialismo tra i giovani consumatori, nonché una delle sue conseguenze negative più comuni (non generosità) usando una strategia semplice: promuovere la gratitudine per le cose e le persone” scrive Lan Nguyen Chaplin.

Studiando 900 adolescenti di età compresa tra gli 11 e 17 anni, il team di ricercatori ha scoperto che il materialismo può essere sconfitto con la generosità. I ragazzi dovevano svolgere due questionari: uno aveva lo scopo di valutare quale valore attribuissero al denaro; l’altro invece aveva il fine di determinare il loro livello di gratitudine.

I 900 Ragazzi poi sono stati chiamati a tenere un diario giornaliero per due settimane, ma una parte di loro doveva occuparsi di scrivere anche un “diario della gratitudine”.  Passate le due settimane, veniva dato loro del denaro e potevano decidere se tenerlo per loro o darlo in beneficienza. Sorprendentemente, coloro che hanno tenuto il “diario della gratitudine” erano più propensi a donare.

Per dare quindi un buon insegnamento ai propri figli, è necessario insegnargli che, per essere felici, non servono gli oggetti, ma basta saper apprezzare adeguatamente ciò che si ha e con chi si è.