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Sherry Clair è madre di due figli, una bambina e un bambino, entrambi biondi e sempre sorridenti. Si chiamano Abi, la più grande, e Gabe quello piccolo. Gabe è un bambino affetto dalla sindrome di Down.

Sherry ormai ha capito quanto sarà dura crescere un figlio con la sindrome di Down, anche se in realtà il problema non è suo figlio, ma sono gli altri. Precisamente, l’ignoranza e la mancanza di sensibilità degli altri.

Un esempio. Sherry ha un blog dove condivide le sue difficoltà e le sue gioie del mestiere di mamma. Da quello che scrive, e da come lo scrive, si capisce quanto ami i suoi bambini e come li consideri la cosa più importante del mondo, senza alcuna distinzione. Sherry infatti, scrive nel suo blog, spesso dimentica il problema di suo figlio Gabe. Dice che è un bambino molto gioioso, sorridente, ma anche tanto testardo, come probabilmente sono tutti i bambini a quell’età.

Ma ognuno ha le sue idee, anche se spesso sarebbe meglio che se le tenesse per sé.

Un giorno Sherry va al supermercato con Gabe. Fa la spesa e si mette in fila alla cassa. Quando tocca a loro, la cassiera fa un commento stupido e fuori luogo che lascia Sherry di stucco.

“Scommetto che avrebbe voluto saperlo prima della nascita. Se l’avesse saputo…” dice la cassiera.

Sherry all’inizio è incredula, poi la rabbia si mischia alla delusione, non sa cosa rispondere. Davanti a tanta idiozia non vale neanche la pensa rispondere, pensa, e infatti decide di non abbassarsi al livello della donna e dare in escandescenza, anche se il primo istinto è quello di spingere la cassiera fuori dal bancone e metterle le mani addosso.

Sherry si limita a dire: “Quindi non ci sarebbe stato niente di male se lo avessimo ucciso prima ancora che fosse nato? Non sapevamo niente di lui durante la gravidanza. Era nostro figlio, e lo è ancora. Non farei mai del male ai miei bambini.”

Poi paga e se ne va, lasciando la cassiera con questa bella lezione di vita.

Sherry, tornata a casa, ha condiviso quanto accaduto sul suo blog, perché vorrebbe che tutti vedessero Gabe come un bambino, non come qualcosa di negativo, una disgrazia, un peso per la sua famiglia. Ha voluto condividere la storia perché non ricapiti, per allargare la consapevolezza delle altre persone che la sindrome di Down non è una sciagura.

Il commento della cassiera, probabilmente, non voleva essere maligno o offensivo, ma lo è stato eccome! Una mancanza di sensibilità che deriva dall’ignoranza.