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La guerra civile in Siria non si arresta e la disperazione continua a dilagare inarrestabile. Le famiglie cercano di fuggire dalla violenza e riescono a trovare solo alloggi di fortuna, esposti al freddo e alle intemperie. Per questo motivo, moltissimi bimbi siriani stanno drammaticamente perdendo la vita.

Nelle ultime ore, però, una notizia ha destato l’allarme. Se prima gli sfollati siriani cercavano rifugio presso abitazioni abbandonate o appartenenti ad amici, ora la situazione sta diventando più tragica. La guerra sta distruggendo qualsiasi cosa. In particolare, la città di Idlib è scenario dell’attacco dell’esercito governativo e dell’aviazione russa da diverse settimane. Pertanto, le famiglie stanno fuggendo dalle città. Ciò che colpisce è che nel villaggio di Taltouna, a 17 chilometri da Idlib, ben otto famiglie in fuga stanno vivendo in una caverna destinata al bestiame.

rifugi bimbi siriani

In totale, nella caverna stanno abitando 22 persone, di cui molti bambini. Nonostante il freddo incessante del periodo, stanno vivendo senza alcun tipo di riscaldamento, eccetto l’abbigliamento che già indossano. Non ci sono letti, non c’è alcun tipo di arredamento. Vi sono solo dei tappeti, il cui scopo è quello di proteggersi dal contatto con la terra.

A Sarmada, invece, una cittadina a pochi chilometri dal confine con la Turchia, la situazione non è di certo delle migliori. Il campo santo è diventato il riparo per decine di famiglie sfollate. Per tale ragione, non è raro incontrare ragazzi e bimbi siriani che camminano e giocano tra le tombe del cimitero.

Ancora, nei campi profughi, la disperazione è devastante. Basti pensare che, a causa dell’elevatissimo numero di rifugiati e dell’assenza di tende a disposizione, ci sono persone disposte a vendere i propri organi per poter acquistare un posto nella tenda. Un attivista siriano, Mahmoud Mosa, ha resa pubblica la terribile condizione: “Un uomo a Idlib offre il proprio rene per comprare una tenda alla sua famiglia, dopo aver trascorso 37 giorni di sfollamento”. La stima dell’Unicef riflette in pieno la tragedia: “Dal primo dicembre 2019 a oggi, oltre 500mila bimbi siriani sono stati sfollati nel Nord-Ovest della Siria. Decine di migliaia di famiglie vivono in tende, senza servizi di base, esposti a freddo e pioggia“.