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Sull’utilizzo del cellulare in classe si è molto discusso negli ultimi mesi. Anche tra i docenti la posizione non è mai stata particolarmente chiara poiché una parte si è schierata a favore e l’altra contro.

Se da un lato l’utilizzo dello smartphone favorirebbe l’istruzione grazie all’utilizzo di applicazioni create ad hoc, dall’altro lato si ritiene che possa rappresentare solamente una distrazione per gli studenti che non utilizzerebbero il dispositivo per scopi didattici ma solo ricreativi.

Nel frattempo si è anche discusso riguardo il fatto di proibire gli smartphone in classe ma in Italia la posizione è sempre sembrata piuttosto turbolenta. Fortunatamente però ora è intervenuto il Ministro dell’Istruzione  Marco Bussetti a dire la sua.

cellulari in classe

La linea in Italia è già ben definita. Esistono i regolamenti d’istituto che rientrano nell’autonomia didattica, le scuole hanno già posto dei regolamenti interni. Sicuramente quella francese è un’opportunità per riflettere ancora di più sull’uso consapevole dei mezzi, quindi ben venga”. Il ministro fa dunque riferimento riguardo alla votazione tenuta in Francia dove ha vinto il “sì” per il divieto di utilizzo degli smartphone in classe.

Recentemente ha aggiunto di essere molto d’accordo riguardo l’utilizzo di nuovi strumenti informatici da accogliere nelle aule, ovviamente utilizzati per una nuova didattica. Il Ministro però intende sottolineare che ogni scuola regola da sé l’utilizzo di questi dispositivi, l’importante è che se ne faccia un uso consapevole e costruttivo.

Infine conclude dichiarando di non essere un grande fan delle chat di gruppo su WhatsApp. Ammette che possano risultare molto utili in alcuni casi, ma personalmente non le gradisce.