Condividi

Trascorrere molte ore consecutive nella stessa aula può risultare  stressante o noioso, soprattutto per gli alunni che, molto spesso, possono esser colpiti dalla monotonia. Interminabili spiegazioni ascoltate sempre dallo stesso banco alla fine rendono passivo l’apprendimento. Ma è in arrivo una vera e propria rivoluzione didattica “unica in tutto il centro-sud d’Italia” dove saranno gli studenti ad andare attivamente incontro alla materia da seguire. Vediamo di cosa si tratta.

Patrizia Rossini, preside dell’Istituto Comprensivo Japigia 1-Verga di Bari,  si è detta orgogliosa della rivoluzione che avrà luogo nella scuola. Dall’anno prossimo infatti, più precisamente da Settembre, verranno introdotti quelli che sono chiamati “laboratori di apprendimento” e sono liberamente ispirati alla didattica universitaria. Questo è un modello indubbiamente innovativo per una scuola media: i ragazzi non “subiranno” la rotazione dei professori nelle diverse ore di lezione, ma verranno accolti in specifiche aule che fungeranno da laboratori, ognuna dedicata ad una singola materia.

I due piani della scuola media verranno strutturati in 22 spazi, ognuno di questi verrà poi personalizzato a piacere dai docenti in modo tale da fornire un’identità unica all’aula. Nel modello attuale, ovviamente, tutto ciò non sarebbe realizzabile. La preside precisa che un insegnante lavora in media dalle due alle 18 classi, e ogni classe ha almeno 10 docenti. In pratica l’aula è terra di nessuno. Con “l’insegnamento mobile” cambia proprio l’approccio, poiché saranno proprio i ragazzi ad andare incontro alle materie e all’insegnamento e non il contrario.

Nelle aule classiche poi bisogna necessariamente fare i conti con le aule ristrette dove gli spazi vengono occupati anche dagli appendiabiti e dagli zaini. Con i laboratori invece si provvederà ad installare 320 armadietti nei quali, a inizio giornata, ogni studente lascerà lo zaino ed il giubbotto, portando con se solo quanto necessario per la materia da seguire.

laboratori di apprendimento
credit: baritoday.it

Il picco dei lavori si intensificherà nel periodo estivo per non creare eccessivo disagio ai docenti e agli alunni. Le spese ovviamente non saranno poche, ma la preside Rossini ha dichiarato di aver avuto l’appoggio di molte aziende che hanno sponsorizzato questo modello nuovo di apprendimento.

9 Commenti

  1. Ho sperimentato questa sciocchezza per non dire cretinata fatta dai ds (sic) riformatori e che si dichiarano di sinistra (sic), in genere ex-sindacalisti che in classe o non ci sono mai andati o fanno parte dell’esercito di diplomati pseudo-professori che non sanno il significato di studiare. Far ruotare gli alunni-studenti per trovare la classe di insegnamento significa solo non fare lezione perché prima che arrivino tutti nella classe della materia passa mezz’ora la lezione dura tra i quarantacinque minuti e un’ora decidete voi dove finisce la lezione: in una passeggiata per la scuola. A meno che non si fanno scuole nuove dove ogni insegnante o un piccolo gruppo di insegnanti hanno in consegna un’aula laboratorio. Non mi sembra questa la condizione delle scuole italiane.

    • Ragazzi a contatto con set educativi diversi (e non ogni ora); aule finalmente arricchite dai docenti; movimenti che si effettuano in tutta calma (ma tre minuti rispetto ai sette precedenti); autonomia incrementata assieme al senso di responsabilità presente molto più di prima.
      Il movimento del corpo è quello della mente….

  2. Non ho capito dove stia l’innovazione? Invece di fare le solite lezioni in una o due aule le si fanno in tante aule. Non vedo che che valore didattico in più possa avere?

  3. 1.il bisogno dell’innovazione viene prima per una necessità organizzativa della scuola? non per organizzare meglio l’apprendimento dei ragazzi o bambini. 2. Non è un’innovazione didattica perché il Decroly parlava di centri d’interesse 3. Non pensate che una volta attivati i laboratori diventi una monotonia anch’essi? Io penso che la scuola dovrebbe essere pensata da persone veramente competenti e attualmente non c’è ne sono, visto quello che stiamo vivendo quotidianamente. Sono della scuola dell’infanzia ma in questi ultimi 15anni il susseguirsi di riforme hanno solo peggiorato la situazione, non dà dignità né agli alunni né agli insegnanti. Nel 1990 ci fu una commissione veramente COMPETENTE e veramente ci fu una BUONA SCUOLA… per anni. Dalla Moratti niente più. Per favore pensate bene ai laboratori, ci sono altre priorità: le scuole ITALIANE hanno bisogno di materiale didattico, spazi più adeguati, arredamenti più efficienti… Dirigenti più vicini alle vere necessità degli studenti e degli insegnanti. Dopo 20 anni di modulo nella scuola primaria una riforma l’ha fatta fallire per economizzare i costi degli Insegn, ma non è così che si educa, non è così che si può pensare alla Scuola.

  4. Io sono cresciuta in Inghilterra e la scuola era organizzata in questo modo. Ho un ricordo stupendo! Oggi quando entro in classe vedo solo visini stanchi e tristi di stare sempre nello stesso ambiente. La novità è sempre stimolante. Posso assicurare che noi per passare da un’aula all’altra ci mettevamo il tempo giusto: l’importante è sapersi organizzare. Anche oggi, a volte, gli insegnanti per passare da un’aula all’altra ci mettono qualche minuto in più! Non vedo dove sta la differenza. Vedo solo il lato positivo: i ragazzi entrano in classe e trovano l’insegnante ad aspettarli in un ambiente consono alla materia che devono studiare.

  5. Dopo un viaggio in ERASMUS KA1+ ho voluto sperimentare nella mia scuola questo tipo di innovazione. Sono contentissima è orgogliosa di averlo fatto . Adesso le nostre 4 classi di senza PRIMARIA ruotano tra 4 classi disciplinari due di lingua e due scientifiche…in una di queste Io insegno mat , scienze tecnologia scienze…un successo.

  6. Leggo solo ora che ho utilizzato una e verbo al posto di una e congiunzione, mi dispiaccio e me ne scuso con i lettori, avevo scritto il post precedente con il telefono…che alle volte scrive quello che vuole?!?
    Buona serata a tutti.

  7. Il Liceo Kennedi e Labriola di Roma hanno da vari anni adottato questa modalità trasformandolo in un progetto educativo ( DADA didattiche per ambienti di apprendimento) cu hano aderito più di 50 scuole

  8. insegno arte e immagine e i miei alunni mi chiedono sempre di andare in laboratorio per fare lezione…….normalmente ho già lì libri e materiale vario quindi conto di trasferirmi definitivamente…….

LASCIA UN COMMENTO