“Scarta le uova di Pasqua”: i compiti per le vacanze di una maestra

compiti per le vacanze

Scartare le uova di Pasqua, giocare con le sorprese, mangiare la cioccolata… e se rimane, portarla alle maestre.

 

Questi sono i compiti che la maestra Zina Cipriano, insegnante del Circolo Didattico Rosolino Pilo di Palermo, in Sicilia, ha lasciato ai suoi studenti per le vacanze di Pasqua 2016.

 

Sicuramente dei compiti diversi dai soliti che vengono assegnati normalmente. Capita infatti che, durante le varie festività che si presentano durante l’anno scolastico, molti studenti si ritrovino 70 operazioni, 3 testi e 20 pagine di storia e geografia da fare in quei pochissimi giorni di “pausa” come esercitazione a casa.

 

Da un po’ di tempo sono nati grandi dibattiti sull’importanza dei compiti che consegnano gli insegnanti. Sono nati dei movimenti di abolizione dei compiti a casa, nominati #BastaCompiti, e sono di poco tempo fa alcuni “compiti diversi” assegnati dagli insegnanti Fortunato Echino o Cesare Catà.

 

Come leggiamo dalla nostra pagina facebook, alcune maestre credono sia giusto dare ai bambini i compiti durante le vacanze per ripassare e consolidare quanto è stato fatto nell’ultimo periodo. “Riposarsi troppo e trascorrere il tempo davanti alla TV a vedere i cartoni animati ritengo non sia un riposo allettante e conoscendo i miei alunni avrebbero fatto questo se non avessi dato loro un po’ di compiti da svolgere“, commenta una maestra.

 

Alcune di parere totalmente opposto: “Non sono d’accordo. Siamo tutti cresciuti facendo i compiti per le vacanze. Siamo qui a parlarne, nessuno è morto per aver fatto qualche paginetta di esercizio…

 

Queste le parole della maestra Zina Cipriano: “Certe volte lascio solo una piccola poesia da imparare a memoria, o solo un copiato o una lettura o delle schede di grammatica…1 o 2 semplicissime, tanto per dare loro un impegno. Ma siamo a Pasqua e tra viaggi, impegni in chiesa e altro…se non fanno nulla non casca il mondo. Tanto finisce che chi studia li fa tutti insieme in una giornata chi non studia troverà le scuse per non averli fatti. Sono a favore dei compiti a casa e li lascio…non molti ma li lascio. È giusto che i bambini si esercitino, però quando vedo pagine e pagine di operazioni da fare o decine di pagine da studiare, mi chiedo quale sia il beneficio dei compiti per casa”

 


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9 commenti su ““Scarta le uova di Pasqua”: i compiti per le vacanze di una maestra”

  1. Visto che vengo citata, vorrei solo sottolineare che la mia lista dei non compiti delle vacanze fu la prima a comparire sul web e ad essere pubblicata su Echino Giornale Bambino e perciò coperta da copyright. Fece da apripista quando ancora nessuno osava nemmeno parlare di non dare compiti a casa, per poi essere spiacevolmente scopiazzata, rimaneggiata, riadattata da molti/e docenti d’Italia, che spesso se ne sono presi/e il merito senza nemmeno degnarsi di citare la fonte d’ispirazione.
    Ben venga che sia ora diventata una consuetudine, il mio scopo era questo, in fondo. Spiace solo che chi si definisce educatore e pretende da alunni e alunne la serietà di non copiare, poi lo faccia per primo/a dando un esempio davvero poco edificante.
    W le vacanze! W gli studenti! W le studentesse!
    http://www.echino.it

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  2. Pingback: Il Grande Cocomero
  3. Tanti complimenti per questa maestra che con ironia e leggerezza ha augurato ai suoi alunni di trascorrere le vacanze come tutti gli studenti spererebbero di trascorrere. Seguo sempre i post e ciò che scrive e devo dire che adoro il suo modo di scrivere e comunicare la passione per il suo lavoro. Già altre volte si è letto di queste liste di non compiti ma non per questo si tratta di scopiazzare nessuno. Non ha usato le stesse parole scritte da altri, ha solo augurato in modo divertente buone vacanze ai suoi alunni. Spiace a me invece che chi si reputa educatore e inventore di qualcosa critichi in questo modo chi educatore lo è davvero. Se il nostro scopo è quello di augurare buone vacanze e non quello di cercare gloria o guadagnarci allora evitiamo sterili ed inutili polemiche. Io sto con la maestra Zina brava brava brava. Non penso assolutamente che abbia scopiazzato da nessuno. E poi se le cose si condividono solo per il piacere di condividere senza altro fine, dobbiamo essere felici. Dobbiamo essere ben contenti che altri traggono ispirazione.

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  4. Salve. Anch’io concordo pienamente con Paolo. Seguo sempre con molto interesse gli articoli della maestra Zina e li condivido sempre cin molto piacere perché penso che possano servire da guida ed ispirazione ad altri colleghi. D’altronde si sceglie di condividere le peoprie cose appunto per dare la possibilità ad altri di prenderne spunto ma non per questo bisogna citare chi ha avuto l’idea in Primus specialmente se le cose condivise non sono uguali. Non cerchiamo la gloria denigrando gli altri. Ci fate più figura credetemi

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  5. Ho dimenticato di aggiungere ai miei “enormi vecchi e catastrofici” compiti delle vacanze di Pasqua quelli di questa maestra spiritosa e alla moda (ma con una lavagna ottocentesca, un po’ contraddittoria). La mia posizione personale (ed è sicuramente soggettiva e alterata) è la seguente: la scuola risulta l’unico baluardo alla serietà e alla responsabilità che richiede la vita di tutti noi. Se fuori dalla scuola conta solo più giocare a calcetto con le persone giuste, avere buone raccomandazioni e divertirsi rischiando e lavorando il meno possibile allora i compiti della collega sono più che sufficienti… Se la vita è anche fatta di altre cose (e io lo spero ancora…) allora i miei “enormi e catastrofici” compiti delle vacanze hanno ancora un senso…
    Buona Pasqua!

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  6. Ho studiato duramente e con buoni risultati. Accademia Navale e la specializzazione (totale una sessantina di esami universitari). Poi tanto mare, vari comandi e adesso sono Direttore di un mensile di 80 pagg con tiratura di 40.000 copie. NON ho mai sopportato i compiti delle vacanze (il libro si chiamava “Repetita juvat”). Meglio un libro, una ricerca e tanto relax.
    Ai miei figli NON li facevo fare.

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