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Mentre si discute sulle modalità con le quali si tornerà a scuola in autunno, tiene banco la questione della didattica a distanza.

Il problema principale è che non tutte le famiglie hanno accesso ad internet e i 75 milioni di euro messi da parte dal governo per fornire ogni studente di un dispositivo e del wifi probabilmente non saranno sufficienti.

Il sottosegretario del Miur Giuseppe De Cristofaro ha dichiarato: “E’ il momento di trovare tre miliardi per la scuola italiana, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. Questa pandemia ha dimostrato che i pilastri dello Stato sono il sistema sanitario e il sistema dell’istruzione. Dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo fatto fin qui, tagli. E portare a casa i concorsi avviati con un percorso rapido che guardi a chi già insegna. Bisogna fare tutti gli sforzi possibili per riportare in classe docenti e discenti. La didattica a distanza ha colmato il vuoto, ma ogni giorno amplifica le disuguaglianze che già a scuola esistono. Il ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi quattro mesi e mezzo.

In Trentino intanto si stanno studiando formule alternative nell’evenienza di un ritorno a scuola il 18 maggio. Si ipotizzano turni di metà classe a scuola e metà davanti al pc, ma questi metodi funzionerebbero solo con i ragazzi delle superiori. Per quanto riguarda l’uso delle mascherine, anche se sicuramente dovremo imparare ad indossarle a lungo, sarebbe un problema farle portare ai bambini.

Alcuni paesi in Europa, come Danimarca, Germania e Francia, riapriranno le scuole tra pochi giorni, e seguiranno chiaramente delle regole comportamentali. Vedremo come affronteranno tutte le problematiche del caso.