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Futuro roseo quello dei docenti oppure ennesima aspettativa che si traduce in un nulla di fatto? Il Vicepremier Luigi Di Maio sembra avere le idee piuttosto chiare e promette più soldi per il mondo dell’istruzione.

petrolieri

E da dove verrebbero questi soldi? Il pentastellato spiega che questi ricavi proverranno dai tagli a detrazioni e agli sgravi fiscali ai petrolieri, effettuando delle modifiche alla manovra economica.

Di  Maio ha dunque spiegato: “Nei prossimi due mesi dovremo dare più soldi a scuola, università e ricerca, tagliando un po’ le detrazioni e gli sgravi fiscali ai petrolieri. Tagliamo da dove si inquina e mettiamo dove serve, per la formazione dei ragazzi e anche per gli stipendi degli insegnanti”.

Si nota però che tali disposizioni non sono presenti, ma Di Maio ha fornito un’adeguata spiegazione: “Sono misure che mancano perché abbiamo fatto una corsa contro il tempo e, su alcune norme, stiamo ancora facendo i conti, come per le pensioni d’oro: non sono ancora soddisfatto perché voglio recuperare ancora di più, recuperare più soldi possibile a questa gente che ci ha rubato il futuro”.

Questo quindi dovrebbe tranquillizzare la classe docente, però resta comunque qualche dubbio. Innanzitutto resta da capire quali saranno realmente i tagli a sfavore dei petrolieri. Poi bisogna scontrarsi inevitabilmente con la realtà: gli insegnanti in Italia sono oltre 750mila e si aspettano un incremento dello stipendio  che non sia equiparabile ad una elemosina. Questo quindi si traduce ad una somma vicina ai 10 miliardi di Euro. Sicuramente una cifra alta. Riuscirà il Governo giallo-verde a vincere questa ardua sfida? Solo il tempo darà risposta.