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Le persone sono tutte uguali e non andrebbero dunque discriminate per la propria età, colore della pelle, sesso, luogo di nascita e così via. Eppure, quanto segue, metterà in dubbio quanto affermato poco sopra. Quello che è accaduto infatti lascia veramente riflettere.

Ci troviamo nel comune di Castrolibero, in provincia di Cosenza. Una donna alle 11.40 del mattino è distesa a terra, priva di sensi. A prima vista non sembra sobria e pare che abbia anche rimesso. Rimarrà in quella situazione fino alle 14.30. La temperatura, durante quelle ore, ha raggiunto i 30 gradi.

donna straniera 118

La donna è una cinquantenne ucraina già nota per casi analoghi. I residenti, una volta vista, hanno iniziato a soccorrerla come meglio potevano. Si sono preoccupati di rinfrescarle la fronte con un fazzoletto bagnato per non cercar di far aumentare eccessivamente la temperatura. L’ambulanza, avvertita per il 12, arriva sul posto alle 12.30.

I soccorritori la osservano, capiscono che non è in grado di riprendersi. Compilano un foglio segnando X e Y su Nome e Cognome e glie lo infilano nei pantacollant. Poi se ne vanno senza soccorrerla ne controllando le reali condizioni.

Una cuoca che ha assistito alla vicenda racconta: «La donna era a testa in giù, aveva rimesso. Non era semplice aiutarla, viste le condizioni. Io sono incinta e non potevo sollevarla, ma gli uomini del soccorso sono lì per aiutare una persona in difficoltà cliniche. Non si lascia sul bitume rovente neanche un cane, i militi si sono limitati a incastrare un referto nelle mutande».

Il marito ha chiesto informazioni riguardo quello strano atteggiamento. Racconta: «Ho chiesto alla centrale operativa perché l’avevano abbandonata sul marciapiede, mi hanno risposto che non avevano un medico a bordo. Ho chiesto ancora perché non le avevano fatto un trattamento sanitario obbligatorio, mi hanno detto che senza medico non potevano. Ho chiesto, allora, perché non avevano avvertito un altro mezzo provvisto di medico, ancora qualche minuto e quella donna sarebbe spirata. Era rosso fuoco in volto, cotta dal sole. Non mi hanno risposto».

Il sindaco ha poi cercato di giustificare tutta la vicenda: «I vigili hanno chiamato i carabinieri, ma questi non sono potuti intervenire subito. E così non si è trovata un’ambulanza del 118 libera. È potuto intervenire un mezzo di un’associazione privata. I sanitari, giunti sul posto, hanno provato a calmare la donna, già nota per casi analoghi, ma si dimenava. Il personale probabilmente non era adeguato, per questo non è stato possibile far salire la straniera a bordo dell’ambulanza».

Orwell scrisse: «Tutti gli animali sono uguali, ma qualche animale è più uguale degli altri».