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Dramma alle porte di Santa Lucia di Spoltore, in provincia di Pescara. Attorno alle ore 4:00 di questa mattina di lunedì 27 gennaio, un neonato è stato trovato morto nella sua culla dalla mamma.

Secondo quanto riferito al personale sanitario e, successivamente, agli inquirenti, la mamma si era svegliata per poterlo allattare. Dopo essersi avvicinata per regolare la poppata, ha fatto la terribile scoperta. Il piccolo non respirava e non si muoveva più. Subito, ha lanciato l’allarme insieme al marito. Però, nonostante i vari e disperati tentativi di rianimazione eseguiti dagli operatori del 118, per il neonato non c’è stato nulla da fare.

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Si ritiene, dunque, che il decesso sia stato causato da motivazioni naturali e, probabilmente, della cosiddetta “sindrome della morte in culla“. Si tratta di una particolare sindrome che colpisce prevalentemente i bambini di età compresa tra 1 mese e 1 anno. Vari studi scientifici hanno rivelato che la sindrome della morte in culla potrebbe derivare da anomalie presenti nella zona cerebrale deputata al controllo del ritmo sonno/veglia. A ciò, si aggiungerebbero altre cause di origine organica, come il basso peso alla nascita, l’essere nato prematuro, l’assunzione di alcool e il fumo da parte della mamma nel corso della gravidanza. Altri fattori ambientali, invece, sarebbero il fumo passivo, l’eccessivo surriscaldamento e il dormire “a pancia in giù”.

Attualmente, la salma del neonato non è ancora stata restituita alla famiglia. Nei prossimi giorni, verranno condotti i vari accertamenti necessari a verificare che il decesso sia stato causato dalla sindrome in questione o da altre motivazioni. Era il quarto figlio della coppia.