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Le proposte del nuovo Ministro dell’Interno stanno facendo sempre più discutere. Attualmente è intervenuto su un tema che riguarda da vicino il mondo della scuola ed in particolare gli alunni: lo spaccio di droga.

Queste sono state le sue dichiarazioni al riguardo: “Una battaglia che vorrò combattere senza tregua e lo dico non da ministro ma da papà, è quella contro le nuove droghe che stanno stroncando i ragazzini fin dai dodici anni davanti alle scuole. In autunno vorrò che carabinieri e polizia siano davanti alle scuole perché i venditori di droga ai nostri figli devono finire in galera, dal primo all’ultimo, e il problema è che poi devono restarci. E qua bisognerà lavorare col ministro della Giustizia”.

posti di blocco

Antonello Giannelli, dell’Associazione Nazionale Presidi, non si è visto molto d’accordo con l’idea di Salvini, preferendo altri modi di agire come, ad esempio puntare di più sulla prevenzione, considerando questa un’arma più potente. Ha dichiarato infatti: “Convincere i ragazzi che la droga fa male è più utile che mettere un po’ di volanti fuori dalle scuole”.

Inoltre Giannelli si sofferma sull’aspetto economico, rimanendo piuttosto dubbioso: “Fermo restando che siamo favorevoli al rispetto delle leggi, non so quanto sia realizzabile a partire proprio da un fatto concreto, numerico, abbiamo 40 mila edifici scolastici”.

Alla luce di questi dati quindi l’operazione proposta da Salvini sembra davvero irrealizzabile. Giannelli quindi conclude: “Quando ero a scuola mi è capitato di concordare controlli con le forze dell’ordine così come sono capitati controlli a sorpresa ma qui bisognerebbe capire se il ministero dell’Interno intende destinare più risorse a questa lotta