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Mi dichiaro subito: sono sfacciatamente di parte. Amo il cinema e dunque, nel parlare di come possa essere introdotto nelle scuole, potrei correre il rischio di cadere in toni da televendita. Se accadrà, siate clementi come lo siete con quelli che da trent’anni vi dicono che è l’ultimissimo giorno di promozione.

 

Ad ogni modo, ci sono almeno

due modi attraverso cui il cinema potrebbe entrare in classe

(o dovrebbe?)

cinema

Il primo parte da una considerazione semplice: il cinema è arte, e dunque ha piena dignità didattica.

 

D’altra parte, se giustamente si studia la musica o la pittura, non dovrebbe essere così assurdo inserire un’ora di cinema almeno fino alle scuole secondarie. I film portano con sé un bagaglio culturale fatto di set, atmosfere, trame, attori, sensazioni, che non sono solo cinema, ma diventano semplicemente cultura, col tempo. Pensate a Fellini.

 

“Dolce vita”, “paparazzo”, “amarcord”, “felliniano”: sono tutti termini che la potenza del cinema ha traslato nella nostra lingua e nel nostro sapere collettivo.

 

Il neorealismo racconta una certa Italia, povera e in ginocchio, così come la commedia degli anni ’50 e ’60 ne racconta un’altra più allegra e spensierata.

 

Ridere con Sordi e piangere con De Sica (Vittorio…) non dovrebbe essere un’esperienza da cinefili, ma semplicemente da italiani. Senza contare gli insegnamenti di certi film paragonabili a romanzi di formazione. Ogni tanto penso che vorrei avere 15 anni solo per potermi guardare per la prima volta, a quell’età, Stand By Me (trailer)
, e vedere l’effetto che fa. E poi, educare i ragazzi alla bellezza, in qualunque forma sia, è sempre un regalo prezioso che ogni insegnante può fare.

 

Intendiamoci: il cinema è anche intrattenimento, e parliamo di scuole primarie e secondarie di primo grado, dunque lasciamo tutte le corazzate Kotionkin di fantozziana memoria fuori da questo campo.

 

Semmai, una tipologia di film un po’ più impegnativa può rientrare nel secondo dei due casi in cui il cinema può entrare nelle scuole. Mi riferisco all’utilizzo dei film come veicolo per approfondire un argomento studiato. Non più dunque per apprezzare il cinema in quanto tale, ma come mezzo per saperne di più su certi temi didattici.

 

Esempi pratici? A decine, e ce n’è per tutte le materie, per tutte le età. Da La Vita E’ Bella (trailer) a Schindler’s List (trailer), passando per Invictus (trailer), La Mafia Uccide Solo D’Estate (trailer), Munich (trailer), Argo (trailer), La Battaglia Di Algeri (trailer) e chissà quanti altri. Questo tipo di utilizzo del cinema, è chiaro, non richiede di ore di didattica extra, ma si inserisce all’interno delle ore delle varie materie, a seconda dell’esigenza (storia, letteratura, filosofia, persino matematica e fisica).

 

È vero, qualche docente già prova a percorrere questa seconda strada e purtroppo a volte l’ora di film è vista dai ragazzi come un modo per saltare la noiosa lezione tradizionale, senza però prestare la dovuta attenzione a ciò che viene mostrato. Ma è solo questione di stimoli e abitudine.

 

Sono convinto che sia possibile convincere i ragazzi dell’utilità del cinema, oltre che del suo fascino artistico, e stimolarli al meglio verso gli spunti che la settima arte concede.

 

Il cinema è un’enorme enciclopedia. Pensare al modo migliore per sfruttarlo è una sfida per presidi e insegnanti e può dare molte soddisfazioni, magari già a partire dal prossimo settembre…

 


Autore articolo
Lorenzo Giarelli

Lorenzo Giarelli

Giornalista blogger

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