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E allora è giusto che io vi dica ciò che penso del Bonus Docenti.

Io insegno da 38 anni e ho un curriculum di 20 pagine che ormai non aggiorno più da anni. Vado a Scuola ogni mattina con la voglia di “far la maestra”, di dare il meglio di me, di imparare oltre che insegnare.

Ho partecipato a decine e decine di corsi di formazione, in qualità di docente e in quella di discente. Ora mi si viene a dire che posso “essere premiata” ma non per la mia carriera, ma per il lavoro svolto quest’anno.

Io non voglio partecipare alla SAGRA del maestro/a perfetto/a, non voglio essere premiata per aver fatto il mio dovere… preferirei fosse punito/a chi non lavora.

Uno staff è certamente pronto a giudicare, a scegliere i più meritevoli, quelli con meno assenze, quelli che si sono impegnati di più… ed io lo trovo offensivo.

Vorrei, invece, uno stipendio che mi consentisse di essere più serena, una Scuola fornita di tutti gli strumenti e dei sussidi necessari. Quando mi si chiede se utilizzo strumenti tecnologici, cosa dovrei rispondere?

 

bonus docenti

 

Se lavoro centellinando carta e colori, se lavoro in una struttura che cade a pezzi, se il rubinetto continua a buttar via acqua da settembre ed il comune dice di non avere i soldi per sostituirlo… Vogliono giudicare me… e chi può giudicare il lavoro di questo governo, della ministra, del buon Renzi e di questa nuova scuola che di buono non ha più nulla?

Io rivoglio la mia dignità di docente… e questa dignità non ha prezzo! Non saranno certamente 200 euro a farmi sentire gratificata.

Il mio premio lo ricevo ogni giorno dai bambini e le bambine e dai loro genitori…

Alfonsina de Filippis, insegnante – da Facebook