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Empatia è un termine che deriva dal greco, en-pathos e significa sentire-dentro (en- “dentro” e pathos- “sofferenza o sentimento”).

Nelle relazioni interpersonali l’empatia è una componente principale per comprendere gli stati d’animo propri e dell’ altra persona, poichè è l’incontro che favorisce lo sviluppo dell’identità. Ciò che sentiamo o percepiamo, attraverso l’altro, ci completa e favorisce la costruzione del proprio sè.

Diventiamo persona solo se instuariamo relazioni piene di significato e l’atto educativo lo si concretizza mediante l’incontro con l’altro. Insegnare, quindi, assume il seguente orientamento; condurre a manifestazione le potenzialità dell’educando.

empatia con la letteratura

La scuola non è un luogo d’intrattenimento ma, uno spazio d’incontro per trasmettere valori che arricchiscono l’identità e la dignità di ogni alunno. La classe ha una posizione dominante nella vita di ogni ragazzo ed è in questo contesto che impara a socializzare con l’ambiente e le persone con cui lo condivide. Ciò che avrà imparato lo porterà a essere una persona adulta capace di vivere nella società con criteri e valori propri.

La cultura di una società viene trasmessa in gran parte attraverso la letteratuta. Per creare una sensibilità narrativa, l’nsegnante deve saper motivare con interesse e attenzione l’alunno a voler conoscere miti, storie, fiabe e racconti poichè sono questi che strutturano e nutrono l’identità. La narrazione, infatti, stimola una forte immaginazione per creare significato alle varie vicende. Storie raccontate da personaggi reali o invetati per dare la possibilità al lettore di decifrare un contesto di vita o immedesimarsi in un’esperienza non ancora vissuta. Tutto questo va ad arricchire il bagalio personale ed emozionale di ciascun studente e all’insegnante è richiesto, invece, un lavoro non indifferente ma necessario se vuole coinvolgere e far sentire a ciascun allievo il significato dell’empatia, ossia la capacità di percepire i vari stati d’animo: leggere, analizzare, capirne il messaggio o significato che l’autore vuole trasmettere, sentirne l’utilità e sopratutto discuterne insieme.

La letteratura favorirsce un discorso interiore per arricchire i propri valori. Saper leggere significa soprattutto comprendere lo stato d’animo dei protagonisti del racconto, perchè è su questo che si basa la loro capacità di scelta e decisione, mentre all’insegnante spetta il compito di coinvolgere gli alunni con interventi e collegandoli tra loro perchè non vada persa la continuità tematica.

Ciò che avviene mentre si legge un testo di letteratura è la capacità di rendersi più consapevoli di chi siamo, cosa desideriamo, cosa ci addolora e cosa ci rende felici. L’esperienza appresa attraveso i vari brani permette di originare un senso critico per le scelte fatte o che si andranno a fare.

La funzione dell’educazione è indubbiamente quella di consentire alle persone di operare al meglio delle loro potenzialità e passioni ma, è soprattutto saper crescere in un contesto culturale dove trovare, in seguito, una propria identità e se questo dovesse mancare, l’individuo può incespicare in valori poco profondi. Lo scopo della letteratura è, dunque, quello di trasmettere valori tramite il protagonista e la sua storia. Immedesimandosi si crea “un’empatia” attraverso la quale si comprendono gli stati d’animo che guidano l’agire umano. L’empatia non è una disciplina che si può insegnare ma la si apprende attraverso un riconoscimento con l’altro e questo può avvenire anche confrontandosi con un testo di letteratura.

La dignità dell’alunno, in termini di speranza e fiducia, si esprime nella relazione con gli altri e attraverso la cultura. Il clima della classe riflette sempre valori culturali inespressi oltre ai quelli dei programmi scolastici. Sono i valori che ciascun ragazzo porta dentro di sè e che ha appreso dalla propria famiglia, spetta poi all’insegnante porre l’attenzione su ciascun alunno per trasmette con empatia altre tradizioni servendosi di una lezione che sia al tempo stesso educativa e formativa.

Manuela Donadoni (Esperto nei Processi Formativi)

BIBLIOGRAFIA
· JEROME BRUNER, La cultura dell’educazione, Feltrinelli, 1997.
· GIOVANNI MARIA FLICK, Elogio della dignità, Libreria Editrice Vaticana, 2015.
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· VANNA BOFFO, Relazioni educative: tra comunicazione e cura, Apogeo, 2011.
· RAFFAELE MANTEGAZZA, Per una pedagogia narrativa, EMI, 1996.