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Ciao ciao‬ corsivo, un mese ancora e poi per sempre ti lascerò… come una fiaba, l’amore passa, c’era una volta, poi non c’è più.

Vi ricorda il ritornello di una famosa canzone? È vero, però stavolta al centro dell’amore perduto c’è quello per il ‪corsivo. Infatti, nelle scuole della ‪‎Finlandia‬ dal prossimo autunno non si insegnerà più il corsivo.

Troppo ‪”vecchia maniera”, dicono, troppo inutile e dispendioso, se parliamo in termini di tempo e discriminante (ognuno la la propria grafia e qui ci vuole qualcosa che omologhi tutti).

Così, proprio la Finlandia, il Paese con uno dei sistemi educativi più avanzati al mondo, il Paese che ha un sistema su misura di bambino‬ dice addio alla bella calligrafia che fu dei nostri nonni, dei nostri genitori ed è ancora nostra.

Dal prossimo autunno quindi nessun bambino finlandese imparerà più a scrivere le lettere dell’alfabeto così come siamo abituati a fare noi da sempre, e fino a oggi anche loro erano soliti scrivere, una lettera legata all’altra, personale e specchio della propria emotività, ma userà solo lo ‪‎stampatello‬, il ‪‎fluenttyping‬, con i suoi caratteri chiari e uguali per tutti, omologati, più facili da scrivere e da leggere.

Le lezioni di calligrafia lasceranno il posto alle digitazioni sul computer.

corsivo

Questo è quello che ha deciso l’Istituto Nazionale di Educazione finlandese, nonostante gli studi scientifici di sempre abbiano dimostrato che la scrittura corsiva aiuta a ‪sviluppare‬ le ‪‎capacità‬ motorie legate alla precisione e ha influenza sul modo in cui si sviluppa il ‪cervello‬.

Ed è proprio per questo motivo che se da un lato si abolisce il corsivo, dall’altro si potenziano quelle discipline che aiutano la manualità e il suo sviluppo, i bambini: la realizzazione di oggetti artigianali e il disegno ad esempio.

E una domanda mi sorge: se la Finlandia, che primeggia da sempre nelle classifiche ‪‎OCSE‬ – Pisa sulle competenze dei suoi studenti, che è sempre dalla parte dei bambini, che è attenta al loro benessere psico-fisico, che sta sempre all’avanguardia in merito al istruzione ed educazione scolastica, mette da parte il corsivo, come si comporteranno gli altri Paesi che guardano alla Finlandia come punto di riferimento?

Negli ‪‎Stati‬ Uniti, ad esempio, il corsivo non lo usa quasi più nessuno. Anche se, dopo aver constatato che la mancanza dell’uso del corsivo può avere effetti negativi sullo sviluppo del cervello, alcuni Stati, fra cui ‪‎California‬ e ‪‎Massachusetts‬, lo hanno reinserito come materia di studio a scuola.

I Paesi ‪asiatici‬, che svettano anche loro tra i primi in campo di istruzione, lo hanno abbandonato da tempo. Ma a che prezzo? A prezzo della ‪serenità‬ dei ragazzi che sono sottoposti a ritmi e pressioni spesso intollerabili?

Oltre a dire addio al corsivo, diremo addio anche alla scrittura corretta lasciando il posto alla ‪‎messaggistica‬ veloce e ‪‎sgrammaticata‬ dei social?

Il fatto è che i bambini di oggi mancano di manualità e fisicità, non giocano più in strada, non si arrampicano sugli alberi, non sono capaci di allacciarsi le scarpe, corrono e saltano poco , non sanno infilare un ago. Sono abili a premere tasti o a toccare uno schermo, tutte cose che richiedono l’uso di altri muscoli rispetto a quelli per tenere in mano una penna e che non consolidano la coordinazione necessaria a scrivere in corsivo.

Oggi imparano dai genitori a digitare su ‪‎tablet‬ e ‪‎smartphone‬ e non vengono indirizzati alla scrittura su carta. Il risultato è che i ragazzi sanno digitare velocemente un testo sulla tastiera del pc o del tablet, ma non sono quasi più in grado di scrivere in corsivo. E invece la scrittura manuale accende massicciamente aree del cervello coinvolte anche nell’attività del pensiero, del linguaggio, e della memoria, quindi è ovvio che l’importanza del corsivo va oltre la sua utilità pratica e risulta ‪‎cruciale‬ nello ‪‎sviluppo‬ e nella crescita dei bambini.

I bambini sono l’effetto più evidente di come ci comportiamo noi adulti, vorremmo che a due anni ne avessero venti, perché dobbiamo ‪‎correre‬ sempre e non abbiamo tempo da dedicare alla loro educazione. Ma, allo stesso tempo, sappiamo che stanno perdendo qualcosa che noi abbiamo avuto.

Ci sono alcune responsabilità che come adulti ci dobbiamo prendere. Se stiamo andando tutti di fretta, se facciamo tutto superficialmente in ogni ambiente e settore, è inaccettabile che accusiamo i bambini di oggi di non essere il bambino di quaranta anni fa che stava ore sulle lettere dell’alfabeto ricamandole, perché nessuno si comporta né tanto meno insegna come quaranta anni fa.

Sarà proprio tutta questa fretta, tutto questo correre che ha spinto a mettere in soffitta il corsivo, adducendo ad altro le reali motivazioni? Ma vogliamo davvero che il corsivo diventi la cenerentola dell’alfabetizzazione?

 


Autore articolo
Zina Cipriano

Zina Cipriano

Insegnante

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