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Quest’anno i voti dei quadri dei diplomati aveva dato una notizia interessante: sembrava che il boom di voti massimi registrati fosse stato nel Sud, in particolare Puglia, Calabria e Campania, rispetto a quelli ottenuti invece dagli studenti di Veneto, Piemonte e Lombardia.

Bravi Sono al Sud

Un articolo del Sole 24 Ore invece mette in evidenza una contraddizione. Questo pare infatti indicare che gli esiti delle prove standardizzate distribuite da organizzazioni internazionali come Ocse e Iea siano di segno opposto rispetto agli esiti della maturità 2018.

 

Il quotidiano milanese inoltre fa di questa notizia anche una questione pratica ed una filosofica, guardando ai risvolti futuri di questa distorsione. Riguardo alla questione pratica, è stato sottolineato il fatto che il voto possa influire sulla carriera lavorativa, soprattutto nei concorsi pubblici, a danno soprattutto di uno studente valutato più diligente del dovuto.

Per quanto riguarda invece il discorso filosofico, il quotidiano economico evidenzia come un studente che comprende di poter ottenere un voto alto studiando poco, possa non sentirsi spinto all’approfondimento e al sapere.

Ovviamente il Sole 24 Ore non intende puntare il dito né sugli studenti, né sui professori troppo larghi di manica, ma sulla disomogeneità del sistema scolastico e sul fatto che a livello territoriale esista una differenza ben marcata nei criteri di valutazione.

Certo è che al Sud si ottengono risultati peggiori pur credendosi invece più bravi. E questo non fa altro che innescare una spirale al ribasso. E si arriverà purtroppo ad una conseguenza peggiore quando si avrà una valutazione Invalsi sempre più distinta e di minor peso rispetto alla valutazione dell’esame di maturità, destinato invece ad avere un peso maggiore sulla carriera universitaria e lavorativa dello studente, a prescindere da quanto esso sia corrispondente con le reali competenze dello studente.

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