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di Sauro Scarpelli - dal blog SOLARIS

 

Ho visto il mio primo film quando avevo sei anni. Ero al mare, con i miei genitori, in uno degli ultimi ‘drive in’, ovvero quelle arene primordiali dove si poteva guardare un film standosene comodamente in macchina… roba d’altri tempi, davvero!

 

La pellicola in questione era ‘Guerre Stellari’, appena sbarcata da oltreoceano, forgiata da quell’immensa macchina dei sogni che risponde al nome di Hollywood.

 

Come amo spesso ripetere, i film non cambiano la vita. Magari potessero farlo. Però possono renderla migliore. Aiutano. Da quella fresca sera d’estate del 1978 imparai che esiste un luogo spazio-temporale dove per almeno un paio d’ore puoi perderti, abbandonarti completamente a te stesso, rifuggendo le preoccupazioni e le brutture del mondo.

 

film sul rapporto docente studente
film sul rapporto docente studente

 

Per almeno un paio d’ore non pensi a null’altro che a ciò che vedi sullo schermo, in simbiosi con un’arte ormai più che centenaria ma che non cessa mai di rivelare la sua magìa. Oggi che sono un po’ più grandicello, lo stesso effetto mi prende quando vado ai vari festival del cinema a cui riesco a partecipare (Venezia, Locarno, Roma).

 

È difficile descrivere cosa si prova… è come ritrovarsi in un immenso paese dei balocchi dove tutti coloro che sono lì condividono la tua stessa passione (o malattia). Si passa la giornata a vedere film e parlarne con il tuo vicino di sedia, che magari nemmeno conosci. E il tempo vola. E il mondo esterno non esiste: non si parla di politica, di sport, di finanza, di crisi…

 

Tipi strani, i cinefili. Malati forte. Ma avercene di queste malattie!

 

Ricordo come fosse ora un episodio che ancora oggi mi fa commuovere: ero in un cineclub dove stavano proiettando la versione restaurata di ‘Aurora’, il capolavoro di F.W. Murnau, datato 1927. Davanti a me c’era una coppia di fidanzatini, avranno avuto a malapena vent’anni. Ebbene, sulla scena finale (quando i protagonisti del film si ritrovano, finalmente, dopo mille traversie, sulla spiaggia e si baciano al sorgere del sole) li vedo anche loro scambiarsi un bacio appassionato, abbracciandosi, con gli occhi lucidi e lo sguardo vitreo annebbiato dalle lacrime. Giuro! E allora mi dico, se un film girato quasi novant’anni fa riesce a sprigionare ancora queste emozioni, in che altro modo si può chiamare se non magìa? Pura e semplice magìa.

 

Un film è ben più di un semplice ‘intrattenimento’. È un’esperienza, una medicina senza controindicazioni che può esserci utile in qualunque momento. Un film può curare qualsiasi cosa, basta essere capaci di abbandonarsi nelle sue mani, completamente. Guardare un bel film significa prendersi cura di se stessi, significa aver voglia di star meglio. Malgrado tutto. E pensare che, in fin dei conti, è bello trattarsi bene.

 

Ma a Scuola? Che ruolo ha un film nel proprio progetto didattico?

 

È difficile confermare se far vedere un film a scuola sia producente o meno per gli alunni: lo è certamente se essi ne sono coinvolti e partecipano. In caso contrario, come del resto tutta la cultura in generale, se questa è imposta il rischio è gravissimo, ovvero la disaffezione.

 

Comunque sia, ho pensato di stilare una lista di 14 film in cui tutta la trama gira intorno al rapporto che viene a crearsi, negativamente o positivamente, tra docente e studente:

 

L’ATTIMO FUGGENTE (di Peter Weir, Usa 1989)

ESSERE E AVERE (di Nicholas Philibert, Francia 2002)

WHIPLASH (di Damien Chazelle, Usa 2014)

BILLY ELLIOTT (di Stephen Daldry, Gran Bretagna 2000)

LA CLASSE (di Laurent Cantet, Francia 2008)

DIARIO DI UN MAESTRO (di Vittorio De Seta, Italia 1972)

L’ONDA (di Dennis Gansel, Germania 2008)

BREAKFAST CLUB (di John Hughes, Usa 1985)

– CATERINA VA IN CITTA’ (di Paolo Virzì, Italia 2003)

MERY PER SEMPRE (di Marco Risi, Italia 1989)

NON UNO DI MENO (di Zhang Ymou, Cina 2008)

IL MIO PICCOLO GENIO (di Jodie Foster, Usa 1991)

LA SCUOLA (di Daniele Luchetti, Italia 1995)

AUGURI PROFESSORE (di Riccardo Milano, Italia 1996)