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Le nuove tecnologie stanno cambiando radicalmente le abitudine di insegnanti e studenti, dando forma a nuove situazioni d’aula in cui la multimedialità fa da padrone.

 

Verso la fine dell’Ottocento, il pedagogista John Dewey, poneva particolare enfasi sul ruolo centrale del discente nel processo educativo di apprendimento. Il metodo didattico adottato ora oggi nella scuola si pone in diretto contrasto con quanto veniva teorizzato riguardo alla partecipazione attiva dello studente nel suo processo di apprendimento.

 

Per rispondere a questa esigenza, correlata alla necessità di una didattica innovativa e tecnologica, è nata la flipped classroom. Essa prevede un capovolgimento radicale dei due momenti cardine dell’educazione scolastica: la lezione frontale e lo studio individuale.

 

Il modello classico di insegnamento che tutti conosciamo prevede un primo momento in cui il docente spiega la sua lezione alla classe. A questa prima parte ne segue una seconda in cui lo studente, singolarmente, esegue a casa i compiti assegnati.

flipped classroom

 

La strategia flipped teaching model propone un vero e proprio capovolgimento: il primo step si configura come apprendimento autonomo da parte di ogni alunno, non più a scuola ma a casa grazie agli strumenti multimediali in possesso (prodotti e/o condivisi dal docente). Il secondo passaggio prevede che le ore curriculari di lezione frontale vengano utilizzate per una didattica pratica e personalizzata per favorire la collaborazione e la cooperazione tra studenti.

 

La fruizione e l’accesso ai contenuti multimediali può avvenire senza difficoltà al di fuori del contesto scolastico con ritmi e modalità che ciascuno studente può stabilire. Tutto quello che riguarda quindi l’approfondimento viene svolta in classe sotto la guida dell’insegnante.

 

Questo metodo propone un approccio che valorizza l’impegno dei soggetti in apprendimento e converge le responsabilità del processo di apprendimento agli studenti, i quali affrontano un lavoro significativo per la costruzione del sapere, saper fare e saper essere.

 

La flipped classroom può diventare un utile strumento di supporto all’insegnante in una scuola a cui viene richiesto di adoperarsi per una nuova alfabetizzazione al linguaggio delle nuove tecnologie, affinché gli alunni sappiano leggere e scrivere con i media.

 


Autore articolo
Federica Ghirardo

Federica Ghirardo

Pedagogista specializzata nei disturbi di apprendimento e nel sostegno alla genitorialità

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Proposte di lettura sulla FLIPPED CLASSROOM

La classe capovolta

 

Testo sintetico ma interessante, soprattutto per alcuni spunti sparsi che ho catturato con l’evidenziazione.
Il libro dà per scontato che si condivida concettualmente una didattica costruttivista a fronte di quella tradizionale erogativa e che si sappiano usare le tecnologie per creare le risorse di contenuto e le attività da svolgere in classe.
Della modalità “Flipped Classroom” avevo già seguito un corso qualche anno fa; qui si prendono in considerazione anche le possibili criticità, la comunicazione e condivisione del progetto con i colleghi e i feedback dei genitori. Direi proprio che, l’esperienza che hanno fatto i due autori possa dare indicazioni utili a chi vuole iniziare nella scuola italiana, con le sue peculiarità, questo tipo di procedura didattica.Un insegnante

 

Apprendimento cooperativo in classe

 

Libro finalmente non solo teorico sulle strategie e le modalità di attuazione dell’apprendimento cooperativo. Da non perdere per tutti gli insegnanti che vogliono approfondire ed attuare questa tecnica raccomandata anche nelle nuove Indicazioni nazionali.Una maestra

3 Commenti

  1. Se vi interessa c’è un corso mooc gratuito del politecnico di Milano sulla flipped classroom. È on Line e molto istruttivo.

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