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guerra fratricida
 

La crisi della scuola è fondamentalmente generata dalla convinzione, ormai dilagante, che essa sia una istituzione contrapposta alla famiglia. Qui infatti i figli sono accuditi, riveriti, difesi e osannati oltre ogni misura; là, a scuola, i “poverini” sono invece indirizzati e spronati all’impegno e al sacrificio.

Da questa “forbice”, innaturale e inedita nella storia dell’istruzione, i figli/alunni sposano ovviamente le cure e l’ovatta offerte dai genitori, svalutando sempre di più la funzione (scomoda) della scuola e il ruolo (odiato) dei docenti.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: poca motivazione, mancanza di rispetto, caduta dell’attenzione, condotte disadattate, livelli di istruzione bassissimi tendenti ormai all’analfabetismo.

In questo panorama desolante e preoccupante viene da pensare che la strana “epidemia” dei disturbi di apprendimento (DSA) e dei disturbi dell’attenzione abbiano cause… diverse, che probabilmente riguardano errate convinzioni educative su come educare i propri figli.

Appena venti anni fa dei DSA, e di altre sigle che ormai si sfornano al ritmo di una all’anno, non c’era neppure l’ombra.

Che ci siano nuovi virus nell’aria?