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Finalmente si avvia a conclusione il dramma del piccolo Giorgio, abbandonato il 24 aprile nei pressi del cimitero di Rosolina, in provincia di Rovigo, in un borsone sportivo, ancora con il cordone ombelicale attaccato.

Giorgio

Ora Giorgio avrà una casa e una famiglia; ha già lasciato lasciato l’ospedale di Rovigo, dove in queste settimane era rimasto ricoverato, ed ha raggiunto i suoi nuovi genitori nella sua nuova casa. La Usl 5 polesana ha infatti spiegato che il tribunale dei Minori di Venezia ha nei giorni scorsi concluso la pratica di adottabilità del piccolo in modo positivo.

Dall’azienda sanitaria in cui nel frattempo erano stati dati a Giorgio cura ed affetto, giungono infatti queste parole: “Il neonato nei giorni scorsi è stato dimesso dalla neonatologia dell’ospedale di Rovigo ed ha raggiunto con i genitori la sua nuova casa“.

L’Italia intera era rimasta rattristata e commossa dalla storia del ritrovamento di Giorgio da parte di una pensionata di Rosolina che aveva fortunatamente udito appena in tempo il vagito del piccolo provenire da un borsone che si trovava lungo il muro di cinta del cimitero. E così l’ospedale era stato invaso da pannolini, latte e altri oggetti per neonati grazie ad una gara di solidarietà nata spontaneamente grazie al buon cuore delle persone.

Oltre a questi primi aiuti pratici il piccolo ha ricevuto anche il nome, e questo proviene invece dall’infermiera Giorgia Cavallaro, una trentacinquenne del 118, in servizio quel giorno insieme alla dottoressa Anna Tarabini e l’autista Marco Marangon, che lo ha stretto forte al petto per dargli tutto il calore di cui aveva bisogno.

La donna in una lettera ha scritto: “Ti ho tagliato il cordone ombelicale. Avevi i piedini e le manine gelate, abbiamo alzato il riscaldamento al massimo. Mentre Marco ripartiva ti ho preso in braccio e ti ho posato al mio petto. Ti ho fatto una carezza e immediatamente hai cercato di succhiare il dito. Avevi tanta fame. In dodici anni di servizio, non avevo mai provato delle emozioni così intense. Ho anche pensato che la tua mamma sarei potuta essere io, che non ho figli. Purtroppo so che non sarà possibile ma l’unica cosa che conta è che avrai una mamma e un papà che ti vorranno bene“.

Parole forti e commoventi quelle della donna, parole che hanno anche spinto migliaia di persone ad inviare richieste di adozione. E così, tra le oltre ottomila coppie pronte ad adottare il piccolo Giorgio, una ce l’ha fatta davvero; e a questa coppia la Asl veneta scrive: “A questa famiglia, i più cari auguri di felicità da tutta la nostra azienda“.