Condividi

Pessime notizie per il mondo dell’insegnamento: esiste un gap enorme, in termini di stipendio, per quel che riguarda il confronto tra gli insegnanti italiani e quelli del resto d’Europa. Un’insegnante della scuola dell’infanzia dovrebbe guadagnare circa 455 € in più al mese, un professore delle medie 363 € e i colleghi delle scuole superiori dovrebbero vedere gonfiata la loro busta paga di 439 €. Queste sono le cifre che, se aggiunte agli stipendi dei docenti italiani, adeguerebbero la loro paga a quella del resto d’Europa. La Cgil, durante un convegno tenuto all’Auditorium di via Rieti, ha dichiarato che occorrono 6,8 Miliardi di euro per colmare questo gap.

meno pagati

La scuola, nel 2008, vedeva un milione e 128 mila occupati per poi passare a un milione e 13 mila nel 2012 (115 mila persone espulse), risalendo però a un milione e 116 mila nella stagione 2016. Le forti assunzioni degli ultimi anni però non sono state seguite da un piano di stabilizzazione degli amministrativi.

Il calo degli stipendi italiani è stato impietoso: nel 2009 erano previsti, mediamente, 30.570 euro lordi. Nel 2016, ultimo anno della rilevazione, si è passati a 28.403 euro lordi per una perdita di 2.167 euro, il 7.1%. A Febbraio 2018 c’è stato un leggero aumento degli stipendi, rispettivamente di 96 € per un docente e 84.5 € per un amministrativo.

Nei tre blocchi di carriera di un professore di scuola secondaria di primo grado (stipendio iniziale, dopo 15 anni di attività e al massimo dell’anzianità) l’Italia è sotto la media Ocse e sotto la media Ue, posizionandosi al 22esimo posto. Un successivo rapporto Ocse illustra che l’Italia tra il 2010 e il 2015 ha avuto un abbassamento generale degli stipendi dei docenti. Francia, Giappone e Belgio hanno riscontrato le stesse perdite, ma queste erano meno consistenti rispetto a quelle subite dal Bel Paese. Altri Stati, nonostante la crisi economica, hanno preferito continuare ad investire sulla classe docente, tra cui: Ungheria, Israele, Turchia, Portogallo, Germania, in Corea, Danimarca, Norvegia e Spagna.