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Massimiliano Sambruna, Cisl Scuola, lancia l’allarme: «Non abbiamo maestri a sufficienza per far fronte all’esigenza. Se uno di fronte a un contratto non accetta, bisogna capire cosa sta succedendo e intervenire». A Milano infatti i “convocati” erano ben 2.031: solo 450 hanno accettato l’incarico alle elementari e sono stati nominati dal provveditorato, pronti a coprire i posti vacanti su Milano e provincia.

Questa settimana si sono chiuse le chiamate dalle graduatorie a esaurimento (Gae), dopo i 2315 contratti a tempo indeterminato firmati a Milano per le immissioni in ruolo. Quindi ora la palla passa alle scuole che dovranno cercare i supplenti fra la seconda e la terza fascia delle graduatorie di istituto.

Il sindacalista Sambruna aggiunge: «Abbiamo almeno 1.500 posti ancora da assegnare ai quali si aggiungono altri 5mila sul sostegno». Si tratta di numeri più alti rispetto allo scorso anno « perché per la prima volta per le assegnazioni provvisorie è stato dato il via libera alla mobilità anche sul sostegno per i docenti non abilitati». E parlando delle tante rinunce a catena Sambruna spiega che «c’è chi insegna già nelle paritarie, chi aspetta il posto sul sostegno sotto casa e le chiamate dalle scuole ma c’è anche chi preferisce la disoccupazione. Ed è qui che è necessario un cambio di passo. Perché alla scuola servono maestri e se uno rinuncia a un posto di lavoro per un ammortizzatore sociale è necessario un intervento. Anche perché chi è in graduatoria ha fatto domanda, deciso dove andare e magari fatto ricorso per starci».

Sono state invece pochissime nelle rinunce per le graduatorie per il personale tecnico e amministrativo. Per i posti vacanti comunque anche in questo caso ora saranno le scuole ad alzare il telefono convocando dalle graduatorie di istituto. E parlando di vera emergenza, a tal proposito Sambruna fa notare che «in questa situazione si entrerà a regime almeno a dicembre e comunque non prima di metà ottobre. Servono persone specializzate sul sostegno. E per evitare voragini non si può permettere la mobilità anche di chi non è abilitato altrimenti si perdono altri docenti».