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I compiti a casa sono sempre tati una croce per gli alunni. Questi infatti, nel loro tempo libero, avrebbero fare altro piuttosto che stare chini sui libri. C’è da dire però che, a conti fatti, i compiti a casa non sono mai stati svolti in modo efficace.

Rifiuto del Libro

Molti studenti, in special modo quelli poco propensi allo studio, si sono sempre fatti aiutare nello svolgimento. Un tempo infatti si chiamava l’amichetto più bravo e ci si faceva dettare per telefono il compito svolto.

Ora tutto è diventato più semplice: tra pc, smartphone e assistenti vocali fare i compiti a casa è diventato quasi superfluo. Esistono applicazioni per qualsiasi materia e si sono dimostrate sempre efficaci. L’alunno infatti può risolvere operazioni matematiche complesse facendo solo una foto, oppure studiare le nozioni storiche e letterarie basandosi su riassunti trovati online, dimezzando dunque lo sforzo.

L’autore del libro Così impari: per una scuola senza compiti spiega: «Tutto questo dimostra che i compiti a casa sono inutili, anzi sono dannosi: l’unico effetto che sortiscono è la repulsione per lo studio e il rifiuto del libro, che viene visto come strumento di tortura» così parla Maurizio Parodi.

Per l’autore infatti i compiti a casa, oltretutto svolti in questo modo, sono pressoché inutili. Spiega: «La Francia sta sperimentando lo studio accompagnato, strumento utile per evitare le disuguaglianze sociali causate proprio dai compiti».

Ma eliminare i compiti a casa senza cambiare il sistema scolastico sarebbe comunque controproducente: «Le indicazioni ministeriali dicono che la lezione frontale non funziona più, ma i docenti italiani non sono ricettivi al cambiamento. Bisogna mettere gli studenti nella condizione di capire le proprie risorse, attraverso un apprendimento naturale e anche attraverso il mutuo insegnamento. L’apprendimento non si allena, si esplora».

Per voi lettori i compiti a casa sono da ritenersi superflui oppure possono essere utili per imprimere meglio le nozioni apprese in classe? Una cosa è comunque certa: è a scuola che bisogna imparare.