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L’insufficienza renale del figlio era gravissima, tanto da costringerlo a sottoporsi anche a quattro sedute di dialisi ogni settimana. Così Graziella Cenci, di 68 anni, ha donato un rene al suo Valerio, 50 anni, e con esso la possibilità di tornare ad avere una vita normale.

Graziella Cenci

Era dal 2014 che l’uomo stava soffrendo. Dal momento che non si trovavano donatori compatibili, la signora Graziella Cenci ha proposto ai medici del centro trapianti di Verona di utilizzare un suo rene. Dopo tutti gli accertamenti del caso, nel luglio scorso l’equipe del dottor Luigino Boschiero ha così realizzato l’intervento nell’ospedale di Borgo Trento.

A veronasettegiorni.it Graziella Cenci ha commentato: “È stata una grande emozione, indescrivibile, bellissima, è come se avessi donato la vita una seconda volta al mio Valerio. Posso dire di essere diventata mamma di lui per due volte”. 5 anni fa Valerio “è venuto a sapere di avere un’insufficienza renale molto grave. Si accorse di avere dei problemi perché aveva dei sintomi strani, perdeva i sensi, aveva la pressione altissima. Quando venne ricoverato all’ospedale di Bassano del Grappa, si capì che tutto nasceva dai reni che col tempo hanno smesso di funzionare”, ha raccontato la donna.

Da quel momento le cose si complicano. “Valerio ha iniziato a fare le dialisi, tre volte a settimana, per quattro anni e mezzo. Fu inserito in lista d’attesa per un trapianto di rene dopo due anni, ma non se ne trovavano di compatibili”. E’ stato allora che Graziella Cenci ha preso l’importante decisione: “La mia amica Teresa Tavella conosceva la segretaria del dottor Boschiero e mi fece parlare con lui. Teresa mi ha spronato a provare la strada della donazione e a fine 2017 parlai col medico il quale, viste le mie analisi del sangue, mi disse stavo bene di salute ed ero idonea a donare, e che la donazione da madre a figlio è ideale. Infatti eravamo compatibili al cento per cento. Da gennaio 2018 ho iniziato la trafila delle analisi e l’11 luglio c’è stato il doppio intervento”.

Dopo otto giorni la madre è potuta tornare a casa, mentre Valerio è dovuto rimanere in ospedale per un mese. “Per me non è cambiato nulla rispetto a prima. La vita di mio figlio è tornata alla normalità”. Ma le belle notizie non finiscono qui. In seguito al trapianto, Valerio, che aveva perso il posto da metalmeccanico per colpa della crisi, è stato assunto da un conoscente come aiuto-cuoco.

Adesso può davvero cominciare una nuova vita e dice: “Dopo otto mesi dall’intervento sono tornato a lavorare, ma soprattutto non devo più fare le dialisi, non sto più male. Ho sofferto a stare tanto in ospedale, ma ora vivo la mia seconda vita. Non finirò mai di ringraziare mia mamma per avermi fatto nascere una seconda volta. Il suo rene lo conserverò al meglio”.