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Il Figlio È Malato e Chiede Distanza in Spiaggia ma Viene Aggredita: “Tienilo a Casa, il Covid Non Esiste”


Momenti scioccanti sulla costa apuana, dove una madre stava chiedendo di rispettare le distanze di sicurezza in quanto il figlio era appena stato operato, la risposta: “Se è ammalato se lo tenga chiuso in casa, oppure si sposti lei”.

Ha portato il bambino che aveva appena superato un intervento in spiaggia ed ha finito per essere aggredita da due bagnanti.

Succede in Toscana, in costa Apuana dove mamma e figlio stavano passando una giornata al mare quando sono stati aggrediti verbalmente senza motivo. “Il Covid non esiste. Se suo figlio è malato lo tenga chiuso in casa”: è stato detto, poi bagnanti e gestori sono venuti in loro soccorso.

Il bimbo è appena stato sottoposto ad un trapianto di trachea, la madre ha raccontato al quotidiano Il Tirreno la sua condizione: “Ha paura di essere toccato, ha paura di ammalarsi di coronavirus, perché per lui sarebbe letale; vorrebbe tornare a scuola, rivedere i suoi amici e compagni, dopo quattro mesi di isolamento solo io e lui. Da soli e sempre soli. Ha imparato che deve stare lontano dalle altre persone; sa che per adesso nessuno lo può avvicinare. Io gli dico che un giorno sarà diverso e lui mi crede. Nella vita ho solo lui. È malato da anni di Tbm, la sindrome di Williams-Campbell, che parte dalla trachea, poi colpisce i bronchi e se non curata porta alla morte. Non ho timore a raccontare la malattia di mio figlio, non ho paura di combatterla, lo facciamo insieme da sempre, aiutati da molte persone, raccogliendo fondi per la ricerca, mettendoci la faccia. Oggi però ho paura della gente. Ho paura della cattiveria e dell’ignoranza”.

La vicenda è accaduta sabato pomeriggio, una giornata di sole e caldo in cui si presenta la solita folla della spiaggia, lo spazio è ridotto e ad un tratto arrivano due donne mettendosi letteralmente ai piedi del piccolo. “Ho visto mio figlio guardarmi con occhi increduli e impauriti, come a volermi chiedere “mamma possono farlo?”. Mi sono permessa di chiedere alle due signore di rispettare il metro di distanza previsto dai decreti, specificando che non era un capriccio, ma una necessità, perché il bambino, fresco di trapianto e immunodepresso, non poteva stare a contatto con nessuno“. “Se è ammalato se lo tenga chiuso in casa, oppure si sposti lei: le hanno risposto.

“Ho perso la calma io che solitamente non alzo mai la voce, che ho dovuto imparare a controllare la rabbia e che mi impongo un certo comportamento davanti a mio figlio. Ho indossato la mascherina, perché mi sono venute vicino al volto, aggredendomi verbalmente, simulando di toccare mio figlio, rimasto impietrito seduto sulla sua sdraio, sbeffeggiandoci, urlando che il Covid non esiste e che stavamo limitando la loro libertà. Noi che abbiamo passato due anni tra casa e ospedale, 13 ore in sala operatoria, giorni interminabili in rianimazione”: racconta scossa la mamma.

Fortunatamente alcuni bagnanti sono intervenuti dopo aver assistito la scena, e quando hanno minacciato di chiamare i carabinieri le due turiste si sono allontanate. Poi conclude: “Mi hanno offerto un ombrellone, ospite in altri stabilimenti balneari e in tanti mi hanno chiesto scusa per l’accaduto come se fossero stati loro i colpevoli. Alla fine credo che un giorno torneremo qui, spero guariti e felici”.

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