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Il solo modo per diventare insegnanti sarà tramite concorso. Il Ministro Bussetti sottolinea i punti fermi che serviranno a reclutare i docenti della scuola secondaria. Nel 2019 ci sarà il concorso, ma solo in seguito ai nuovi corsi di sostegno che verranno attivati in primavera.

Ecco i requisiti per accedere al concorso: per i posti comuni sarà richiesta l’ abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure la laurea (con piano di studio completo per l’accesso a quella classe di concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, oppure l’abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso richiesta (no 24 CFU), oppure la laurea + 3 anni di servizio svolti negli ultimi otto (no 24 CFU). Si partecipa per una delle classi di concorso per cui si ha un anno di servizio.

Per i posti di insegnante tecnico-pratico sarà richiesto il diploma valido per l’accesso alla classe di concorso richiesta fino al 2024/15 (no 24 CFU) poi abilitazione o laurea triennale.

Per i posti di sostegno saranno necessari i requisiti (quelli per i posti comuni oppure quelli per i posti di ITP) più il titolo di specializzazione su sostegno.

Per chi accede solo con la laurea e non raggiunge il requisito delle tre annualità di servizio, i 24 CFU in discipline antropo – psico – pedagogiche ed in metodologie e tecnologie didattiche costituiscono requisito di accesso. E’ bene sottolineare che il conseguimento dei 24 CFU non dispensa dai CFU eventualmente mancanti nel piano di studi, che vanno integrati per l’accesso alla classe di concorso specifica.

Giovani Laureati che Vogliono Insegnare

In un’intervista a La Verità, il ministro Bussetti ha affermato: “I concorsi saranno snelli, banditi con regolarità per le discipline e le regioni dove ci saranno posti vacanti. E una volta superate le prove l’insegnante avrà la cattedra nella regione scelta, dove rimarrà per cinque anni.”. Ha poi aggiunto, alludendo alla possibiltà di partecipare con la sola laurea e 24 CFU: “Con la legge di Bilancio 2019 abbiamo aperto le porte della scuola ai giovani laureati che vogliono insegnare. Non saranno più condannati ad anni di precariato senza fine”.