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Arriva davvero dritta al cuore la storia che un’infermiera racconta in un post davvero straziante. Si tratta di un post che sta ormai facendo il giro del web: davvero tutti i genitori dovrebbero leggerlo.

Così come tutti noi dovremmo soffermarci sul lavoro degli infermieri, che ogni giorno lottano per la vita dei pazienti, ma che purtroppo spesso non ricevono il riconoscimento che spetta loro. Nella foto del post la donna stringe a sè un bambino che è appena morto e le sue parole sono davvero toccanti.

La donna scrive: “La maggior parte di voi sanno che lavoro come infermiera. Lavoro nel reparto di terapia intensiva con i bambini nati prematuri o malati. Molte persone credono che questo significhi solo coccolare e nutrire i neonati. Certo, a volte ho il privilegio di farlo, ma il mio lavoro è molto di più.
Mi prendo cura dei bambini nati con così tanti mesi in anticipo che non potrebbero sopravvivere senza la moderna medicina. Metto loro delle apparecchiature per sentire il battito del cuore. Mi prendo cura di loro, li medico. Insegno ai papà a cambiare il pannolino di un esserino così fragile. Aiuto le mamma ad allattare i bambini al seno per la prima volta dopo settimane. Aiuto le mamma ad allattare i bambini al seno per la prima volta dopo settimane. Consolo le mamme mentre i loro piccoli vengono sottoposti a numerose procedure mediche. Mi congratulo con i genitori per ogni progresso: quando togliamo un tubicino o se il bambino prende un grammo. Sono felice per i genitori che possono portare a casa i propri figli, dopo aver trascorso mesi nel reparto di terapia intensiva. Assisto ai miracoli. Vedo la vita ritornare e le cose più incredibili accadere. Anche se non sempre succede.

Esatto, ci sono momenti anche molto più duri tra le corsie di un ospedale, momenti vissuti anche dagli infermieri, come aggiunge la donna: “Aiuto a far ripartire i cuori dei bambini, quando i loro corpicini non riescono più a combattere. Me la prendo con me stessa quando penso che avremmo potuto fare diversamente.
Lascio i genitori con i figli che hanno esalato il loro ultimo respiro, quando la medicina non può più intervenire. Somministro ai bambini le medicine che li aiutano a non soffrire nei loro ultimi minuti. Aiuto le famiglie a creare ricordi indelebili delle vite che hanno appena perso. Ridiamo e piangiamo insieme. Il nostro reparto diventa la loro casa. Abbraccio i genitori quando lasciano la stanza del bambino per l’ultima volta, sperando che le mie parole possano confortarli. A volte piango in macchina mentre torno a casa, nella doccia o prima di dormire. I miei colleghi mi sostengono. Sono così fortunata a lavorare con loro. Faccio affidamento a loro per accrescere le mie conoscenze“.

Quest’infermiera ci fa davvero capire che il suo lavoro, il lavoro degli infermieri, non è solo un lavoro: “Sì, ‘lavoro’ come infermiera. Ma a volte significa molto di più per me.

La foto è stata condivisa con il consenso della madre per mostrare il combattente che è stato suo figlio. Questa foto è stata scattata subito dopo il decesso, mi sento fortunata ad averlo accompagnato in quel momento. So che tutti gli altri infermieri che erano con me si sentono nello stesso modo”.

Fa bene ad ognuno di noi ricordare davvero quanto gli infermieri non siano dei semplici lavoratori, ma dei veri e propri eroi, che meritano davvero di essere celebrati.