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Il Sogno di Maddalena Vannicelli, Guarita da un Tumore Diagnosticato Quando Aveva 7 Anni: “Voglio Diventare Pediatra Oncologica”


A Maddalena Vannicelli è stato diagnosticato un cancro quando aveva solo 7 anni. Ora che ne ha 20 è entrata alla facoltà di Medicina e sogna di diventare una pediatra oncologica.

Maddalena Vannicelli

Al Corriere della Sera ha raccontato: “Voglio restituire col mio lavoro quello che mi hanno dato, far tornare il sorriso ai bambini come loro hanno fatto con me anni fa“. La ragazza vorrebbe “sulla base della mia esperienza, fare le stesse cose che hanno fatto con me. Vorrei tornare proprio laddove ho imparato a superare la malattia“.

Sua madre, quando era in seconda elementare, vide che il braccio sinistro era gonfio. Gli accertamenti del caso evidenziarono che Maddalena aveva un rabdomiosarcoma alveolare, un raro ed aggressivo tipo di cancro. Fu ricoverata al Bambino Gesù di Roma dove iniziò un lungo cammino di chemioterapia e dovette smettere di andare a scuola.

Ricorda: “Grazie alle insegnanti che venivano da me sono riuscita a mantenermi al passo. La scuola ospedaliera mi ha aiutato molto, studiavo italiano, matematica, inglese: ovviamente in base a come mi sentivo riuscivo a fare di più o di meno. Se stavo male non riuscivo neanche a leggere. Ma studiare era una finestra sul mondo, mi aiutava a distogliere l’attenzione da ciò che stava succedendo“.


Maddalena pochi mesi dopo sembrava stare meglio e tornò a casa. Ma nel 2007, quando aveva 9 anni, il male si è ripresentato e la ragazza ha dovuto riprendere a curarsi, fino alla completa guarigione. Non essendo riuscita a passare l’esame di ammissione a Medicina, ha scelto di entrare a Biotecnologie, finché lo scorso settembre ha potuto finalmente esaudire il suo desiderio ed oggi è una studentessa dell’Università di Perugia.

Non mi sono mai sentita abbandonata quando è successo a me . E quando sono tornata a scuola ero a posto col programma, non ho dovuto recuperare. È per questo che voglio fare l’oncologa pediatrica, e proprio in quel reparto, se possibile. Perché voglio restituire col mio lavoro quello che mi hanno dato, far tornare il sorriso ai bambini come loro hanno fatto con me anni fa“.

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