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E se a non funzionare non fossero i docenti ma i ragazzi? Proviamo per un attimo a cambiare il punto di vista. Immaginiamo un’utopica scuola perfetta: esistono fondi per realizzare qualsiasi iniziativa, i docenti sono preparati ed istruiti alla perfezione, l’istituto è tenuto egregiamente in ogni suo aspetto. In questa situazione cambierebbe davvero qualcosa?

Parliamoci chiaro: gli insegnanti ce la mettono tutta. Hanno anni di formazione alle spalle e riescono ad innovarsi anche in via prettamente autonoma. Esistono infatti diversi manuali di formazione che possono essere letti in totale autonomia. Eppure ci si ritrova sempre sui social network a fare il “grande gioco delle colpe”. Si accusano i genitori, i figli, i docenti, il dirigente scolastico e così via.  Ma forse bisognerebbe premere il tasto pausa ed analizzare la situazione attuale.

società

Proviamo a considerare i ragazzi come tali. I giovani ormai dispongono di qualsivoglia gadget richiesto dalla società moderna: abiti alla moda e ultimi modelli di smartphone sembrano. I ragazzi interessati ad altro sembrano essere delle mosche bianche. La gioventù sembra non avere desideri se non quelli consumistici, sono diventati macchine consuma-denaro (spesso altrui) e nulla più.

E anche la musica, specchio di questa società, sembra appoggiare questo stile di vita o, per dirlo in modo giovanile, questo life-style. Musica Trap priva di qualsivoglia contenuto ascoltata a volume sostenuto su cuffie commerciali che di valido hanno solo il logo che portano impresso. Se i ragazzi non sono attratti dalla scuola e dallo studio poco centrano gli insegnanti: il problema è nella società.

Se i ragazzi vivono in una società frivola e consumistica, come possono essere attratti da qualcosa che va oltre? Si possono utilizzare tutti i mezzi per incrementare l’offerta formativa ma se lo studente pensa solo al prossimo cuoricino su Instagram o alla ragazza appena vista su Tinder poco si può fare.

I ragazzi dovrebbero cambiare radicalmente i propri valori, attribuendo il giusto valore alle cose. Diventare un po’ meno materialisti e un po’ più desiderosi di imparare. Magari in questo modo la scuola cambia davvero.