Installate Pure le Telecamere nella mia Aula, ma Sappiate Che…

È notizia di questi giorni che sia stata approvata per legge l’installazione di telecamere nelle Scuole dell’Infanzia, dopo i recenti spregevoli episodi di violenza a danno dei bambini.

Chi scrive è un’insegnante di Scuola Primaria che si chiede, tra l’altro, perché solo alla Scuola dell’Infanzia?

Personalmente non ho problemi a far installare una telecamera in classe: da sempre faccio lezione con la porta aperta perché chiuderla mi dà l’idea di volersi isolare. La didattica dev’essere inclusiva e la porta aperta può essere un primo passo verso la condivisione e l’inclusione.

telecamere

La mia prima obiezione, però, è questa: a scuola so bene chi può passare davanti alla mia porta (colleghi, bambini, collaboratori); ma nel momento in cui la mia lezione diventa un video, chi potrà accedervi? Chi garantisce che non verrà manipolato ed utilizzato per scopi altri?

La materia è didatticamente complessa, pedagogicamente delicata e giuridicamente intricata. Spiego perché dal mio modesto punto di vista.

Didatticamente complessa e pedagogicamente delicata poiché il fatto di sapersi ripresi potrebbe verosimilmente indurre insegnanti ed alunni ad adottare comportamenti poco spontanei, se non addirittura forzati, che snaturerebbero l’essenza stessa del rapporto docente-discente ed altererebbero le relazioni tra pari e con l’insegnante tramite cui ognuno esprime la propria personalità. L’idea di dover apparire come gli altri si aspettano induce a modificare (consciamente o inconsciamente) il proprio comportamento ed a reprimere la propria indole.

Bambini e ragazzi di oggi sono avvezzi ad ogni sorta di device tecnologico che li riprende potenzialmente H24 per mano di genitori che li incitano ad apparire belli-sorridenti-carini-gentili-educati; genitori che, comunque, nella minaccia “Guarda che ti vedo anche a scuola!” sguazzerebbero allegramente.

Come si può pensare che azioni e, soprattutto, reazioni saranno sane e spontanee sapendo che mamma e papà potrebbero vedere tutto? Come potranno gli/le insegnanti applicare la libertà d’insegnamento durante le loro lezioni se ogni loro gesto, parola, sguardo potrà essere usato contro di loro ad estro di qualunque genitore coadiuvato da psicologi ed avvocati assetati di denaro e fama in barba ad ogni deontologia professionale?

Giuridicamente intricata poiché si tratta di riprese in cui si rischia di violare la privacy di insegnanti, collaboratori ed alunni, nella stragrande maggioranza dei casi minorenni. Come si tutelano i compagni dell’alunno i cui genitori vorranno visionare le riprese e, magari, approfittare per usare ciò che vedono contro altri alunni e genitori? Chi garantisce che un avvocato poco professionale non valuterà utile diffondere il video per giustificare il proprio cliente?

Un genitore ha gioco facile nel dileggiare, sminuire, umiliare, denunciare un/un’insegnante per quello che succede a scuola; fatti, episodi, circostanze mediati dagli occhi di un bambino/ragazzo, non sempre obiettivo nel riportare ciò che accade, specialmente se si tratta di discolparsi. Con un video in mano, il loro potere (perché di questo si tratta) sarà smisurato.

Scritto questo, però, c’è una questione ben più importante da affrontare: chi di noi non ha in classe uno o più alunni per i quali la scuola è una sorta di rifugio sereno in cui vivere ore spensierate? Ore in cui stanno lontani da famiglie complicate (se non disastrate), da genitori stressati, stanchi, ridottisi a meri autisti di pargoli sballottati da un’attività all’altra, sempre più spesso separati, in alcuni casi astiosi nei confronti dell’”altro/a” e pronti ad usare i figli come arma di ricatto o, peggio, a mettere i figli in mezzo a liti e recriminazioni a cui non dovrebbero nemmeno assistere?

Quando la mattina s’incrociano certi sguardi cupi e tristi, si notano certi atteggiamenti difensivi e ritrosi, certi lividi, certi pianti isterici solo apparentemente ingiustificati ci si chiede: perché le telecamere a scuola e non a casa? Del resto la scuola è una parentesi nella vita di una persona, gli/le insegnanti si cambiano, le scuole anche, ma la famiglia no.

D’altra parte un/un’insegnante che può fare? Abbiamo le mani legate: possiamo solo segnalare quello che viene riportato, dopo averlo debitamente verificato, sperando che qualcuno se ne interessi, soprattutto se trattasi di fatti gravi. Ma passando sempre attraverso la famiglia, magari rischiando una denuncia perché non sono fatti nostri. E lasciando comunque i nostri alunni in balia di situazioni poco chiare o pericolose.

Concludo, perciò, chiedendomi: la “soluzione telecamere” sarà biunivoca? Chi viene aggredito/a dai genitori per una nota, chi viene insultato/a per un brutto voto o un rimprovero, chi viene tormentato da genitori paranoici che si presentano a scuola in qualunque occasione facendo di una piccolezza un dramma, chi viene perseguito da genitori ciechi pronti a difendere ad oltranza figli maleducati o bulli, potrà utilizzare gli stessi video per difendersi?

Arriverà il giorno in cui gli/le insegnanti potranno chiedere l’installazione di telecamere nelle case, prove alla mano?

Stefania Francescatto, maestra

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7 commenti su “Installate Pure le Telecamere nella mia Aula, ma Sappiate Che…”

  1. Io penso che questo provvedimento sia fumo negli occhi per non dare soluzione a problemi reali nella scuola. Quando carabinieri e polizia installano telecamere di sorveglianza, penso abbiamo avuto la segnalazione di atti criminali da osservare . Nella scuola chi potrebbe vedere le registrazioni e dove salvano 10 ore di apertura nelle scuole dell’infanzia con sezioni di 25 bambini dove alcuni genitori , norme sulla privacy, non hanno dato il benestare per la pubblicazione di foto e video?

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  2. Gli insegnanti sono cambiati Come i loro alunni . La famiglia spesso non educa ed è vero ..ci sono situazioni drammatiche familiari in cui il bambino trova rifugio a scuola. Ma all’adulto come al bambino io chiedo di comportarsi e crescere compiendo azioni di cui non deve vergognarsi. È difficile nella vita e sul lavoro. Ma se ci si ispira a questo principio ognuno o per lo meno gli adulti hanno la coscienza a posto. Mi chiedo se il rimedio delle telecamere propone una soluzione al problema del bullismo. Anche questo accade nelle classi.

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  3. A quanto ho capito nessuno può visionare i filmati che si autodistruggono dopo un tot di ore (,a parte la polizia , )
    verranno visionati solo nel caso di segnalazione di un problema

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    • Si, in teoria, ma …quanto a lungo si finirà per trattenere le immagini in memoria? Visti i tempi burocratici finirà che sarà perlomeno un triennio/quinquennio – la durata del ciclo di scuola. Tempi biblici per la privacy di ciascuno!

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  4. Lavoro nella scuola da tanti anni come assistente per l’autonomia e ne ho viste veramente di tutti ma prorio tutti i colori! E, mi spiace dirlo, ma di abusi di potere da parte di insegnanti ne ho visti veramente tanti! Sottili o più pesanti… non importa. Cattivo insegnamento, svogliatezza… Ma un dipendente privato può permettersi di andare al lavoro e perdere tempo, assegnare cose da fare e intanto farsi i propri comodi!? Non credo proprio! Non voglio fare di tutta l’erba un fascio, ho conosciuto insegnanti eccezionali, motivate, appassionate, desiderose di trasmettere qualcosa… Purtroppo pochi pochi pochi!Se poi consideriamo che i casi di cronaca legati a scuole sono ormai davvero tanti… Quindi mi chiedo cosa sia prioritario… tutelare la privacy o tutelare i bambini? E sì… pure tutelarli da maltrattamenti e botte e violenze psicologiche… Lo abbiamo visto tutti e lo abbiamo visto troppe volte! Perchè non è vero che capita sempre agli altri!!!
    Se un’insegnante è capace, umana e fa bene il proprio lavoro, seppur con tutte le sfumature che l’insegnamento ammette, ma che problemi dovrebbe avere?

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  5. Sono il relatore del disciplinare tecnico del DDL approvato alla Camera nell’ottobre 2016 ed ora fermo al Senato (e ci resterà sino a fine legislatura) nonché realizzatore del Progetto RSe.
    Nessuno nega la professionalità e la passione della stragrande maggioranza degli Insegnanti e delle Educatrici negli asili, ed a questo che in particolare si riferisce il Disegno di Legge, ma nell’approcciare la materia proviamo a guardare la metà piena del bicchiere.
    La tecnologia proposta deve garantire che esclusivamente il Magistrato possa avere acceso alle registrazioni custodite in loco sotto forma cifrata, e solo in caso di denuncia potrà ordinarne lo scaricamento. Con la psicosi che oggi si è creata basta un livido o un racconto “strano” di un piccolo ai genitori o ai nonni per gettare ombre sulle Educatrici che lo accudiscono ed il livido è sempre causato da un urto accidentale ed il racconto la piccola vendetta per la decima caramella negatagli. Le Educatrici oneste e professionali, ripeto la stragrande maggioranza, avranno un alleato in questa tecnologia che saprà restituire loro la reputazione che meritano in caso di indagine con la consapevolezza che nello svolgersi della giornata lavorativa nessuno le sta osservando. I bambini non sapranno dell’esistenza di queste speciali telecamere in quanto camuffate, proprio per evitare condizionamenti, è peraltro da dimostrare l’invasività di un oggetto che troviamo ovunque dalle strade ai negozi ai mezzi pubblici, specie in età pre-scolare.
    Sto portando avanti una richiesta di autorizzazione oggi sul tavolo del Garante Privacy insieme alla catena di asili “Il Pianeta dei Bambini” mentre l’Ispettorato del Lavoro ha già giudicato la soluzione rispettosa dei diritti dei lavoratori autorizzandone l’applicazione.

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    • @Vincenzo Corradi, spero le tue iniziative portino frutti.
      Tutte le teorie di questo articolo sono puramente estremizzanti, non sarebbe un Grande Fratello, ma solo un deterrente contro chi si macchia di comportamenti riprovevoli.
      I bambini non sanno che c’è una telecamera, gli insegnanti si, ed è bene che lo sappiano.
      Dico di più, i filmati non dovrebbero essere visionati solo in caso di denuce, potrebbe essere troppo tardi, oppure potrebbero passarla liscia tante persone abili a far si che i loro comportamenti non possano essere scoperti.
      Servirebbe un responsabile per ogni scuola(o insieme di scuole) incaricato alla videosorveglianza, qualcuno che in modo random visualizzi immagini delle varie classi ed eventualmente porti all’attenzione delle forze dell’ordine situazioni a rischio.
      Ormai le tecnologie ci sono per garantire la privacy di tutti, i volti potrebbero essere oscurati e resi in chiaro solo dalla magistratura, le telecamere sono miniaturizzabili e camuffabili.
      Insomma, le cose si potrebbero fare, sono stufo di vedere certi filmati al tg !!

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