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Quando ci si trova in campagna elettorale si promettono tantissime cose. Molte di queste, fortunatamente, vengono realizzate. Altre, purtroppo, rimangano solo mera propaganda politica.

Il Movimento 5 Stelle, durante la sua campagna elettorale, aveva promesso un aumento di stipendio per i docenti. «Altro che tagli alla scuola: per il Movimento 5 Stelle l’istruzione pubblica è una priorità e se andremo al Governo, dopo il voto politico del 4 marzo prossimo, ve ne accorgerete». Senza dubbio bellissime parole che però andrebbero sostenute con i fatti.

Per quanto riguarda la legge di bilancio, il governo Giallo-Verde non ha previsto alcuna risorsa economica per l’adeguamento degli stipendi dei dipendenti pubblici da inserire per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021.

promessa della campagna elettorale

Secondo molti analisti, prendendo in considerazione la situazione finanziaria italiana, il problema non interesserà solo il 2019 ma potrebbe persistere anche per il 2020. Quando si parlava degli stipendi dei docenti, Luigi Di Maio si espresse in questi termini: «Dobbiamo prima di tutto adeguare gli stipendi dei docenti italiani alla media europea e garantire la valorizzazione della loro professionalità, anche con il rinnovo contrattuale e la retribuzione delle ore di formazione e aggiornamento».

Una dichiarazione che lascia veramente poco spazio alle interpretazioni personali. Il Ministro ha inoltre affermato: «Dovremo dare più soldi a scuola, università e ricerca, tagliando un po’ le detrazioni e gli sgravi fiscali ai petrolieri. Tagliamo da dove c’è iniquità e mettiamo dove serve, per la formazione dei ragazzi e anche per gli stipendi degli insegnanti».

Solo il tempo saprà dirci se il M5S sarà in grado di tener fede alle promesse fatte in campagna elettorale. Per ora la situazione sembra essere sfavorevole ai pentastellati che, di mese in mese, vedono calare il proprio consenso popolare.