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Da decenni ormai le neuroscienze e gli studi sull’intelligenza emotiva ci dicono che a prendere le decisioni nel cervello è la parte emotiva. Questa infatti risulta essere molto più antica di quella razionale.

Ebbene è su questo concetto che poggia la sua teoria anche Daniela Lucangeli, convinta che con i ragazzi sia indispensabile sintonizzarsi con la parte emotiva del loro cervello. Si tratta di una vera e propria rivoluzione del sorriso, quella di cui la Lucangeli parla in un’intervista a Donna Moderna.

Rivoluzione del Sorriso

In un modello scolastico in cui emergono forti difficoltà nel dar modo agli alunni di esprimere tutto il loro potenziale, le sue parole vogliono esortare ad una didattica appassionata e cordiale.

Ogni alunno ha diritto di esprimere le sue potenzialita al massimo. La didattica non deve dare a tutti la stessa cosa ma a ciascuno la migliore, in base alle sue possibilità. Un cervello in età evolutiva non puo adattarsi a un metodo unico per tutti. Il modello prevalente oggi e ancora: io-insegno-tu-apprendi-io verifico. Il risultato e un apprendimento formale, formalizzato e passivizzante. Le nozioni si fissano nel cervello insieme alle emozioni. Se imparo con curiosità e gioia, la lezione si incide nella memoria con curiosita e gioia. Se imparo con noia, paura, ansia, si attiva l’allerta. La reazione istintiva della mente e: scappa da qui che ti fa male. La scuola ancora crea questo cortocircuito negativo“.

Appare chiaro allora che la Lucangeli spinga fortemente su una didattica che inneschi nel cuore e nella mente dei ragazzi l’amore per la conoscenza.

Non sono sicuramente in pochi gli insegnanti che ogni giorno operano seguendo questo suo stesso ideale e questa sua stessa passione per gli alunni.

Anche già molti secoli prima che le neuroscienze ce ne dessero le prove, si parlava di “insegnare divertendo” (delectare docend); per cui bisognerebbe davvero tornare a guardare all’importanza dell’alunno e ai suoi bisogni, per poter puntare al suo bene e al bene del suo futuro.