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L’8 dicembre è ormai passato: questo significa che manca davvero poco al giorno di Natale. È proprio per questo motivo che parlare di crocifisso in classe e presepe a scuola sembra essere diventato un argomento prioritario in ambito scolastico.

Il Ministro Bussetti ha ribadito l’importanza di questi simboli nella nostra cultura, parlandone l’8 dicembre a Roma dal palco di Piazza del Popolo, in occasione della manifestazione della Lega. “Dobbiamo mettere il crocifisso nelle classi scolastiche durante il periodo di Natale. Non bisogna vergognarsi delle nostri tradizioni: senza le tradizioni, non siamo niente”.

I partecipanti alla manifestazione leghista ovviamente erano in delirio e le frasi del Ministro hanno raccolto molti consensi. In prima fila era possibile vedere diversi sostenitori del crocifisso a scuola, tra cui anche una ragazza con un cartello a favore del presepe ed una madonnina di Lourdes.

Bussetti più volte si è detto favorevole all’introduzione di questi simboli a scuola. Al riguardo, si prese anche un’importante impegno: vigilare affinché la scuola possa rappresentare il luogo in cui sono valorizzate, e non messe da parte, le più alte espressioni dei valori fondanti della nostra cultura, come la celebrazione del Santo Natale.

Sulla questione disse anche: “La mia profonda convinzione è che i simboli della tradizione cattolica, come il presepe e i canti natalizi, fanno parte della nostra storia, della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra identità”.

Nonostante l’introduzione di questi simboli a scuola abbiano trovato molto consenso (tangibile nell’epoca dei social network), non tutti sono favorevoli. Più precisamente ritengono che ci siano altri problemi da discutere. Al riguardo si è espresso su Twitter Nicola Fratoianni di Liberi e Uguali: “Rimettere il crocifisso nella classi durante il periodo natalizio […] e io che pensavo che nelle aule delle nostre scuole fosse necessario ed urgente mettere Lim, strumenti audiovisivi e banchi decenti…