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Il passaggio dalla scuola elementare alle scuole medie per alcuni bambini rappresenta spesso pressoché un dramma. La loro paura più grande è il dover cambiare innanzitutto insegnanti, poi i compagni, poi la scuola e infine le abitudini e, nonostante ognuno di loro viva questo cambiamento in modo diverso, tutti hanno dei fattori in comune: l’ansia e il timore.

Ricordo un episodio che mi capitò parecchi anni fa, durante i miei primi anni di insegnamento proprio in una classe quinta. Una bambina, pochi mesi prima che finisse la scuola, cominciò a stare male. I medici, ai quali la madre si era rivolta, constatarono che di organico in quel malessere non c’era nulla e che tutto era scaturito da sintomi psicologici dovuti a stress e ansia. La bambina infatti, si era talmente affezionata a noi maestre, che il solo pensiero di doverci lasciare e andare alla scuola media, le stava causando seri problemi di salute.

Sappiamo benissimo come il nostro corpo reagisca allo stress e somatizzi in modo negativo tutto quello che non accetta, comportandosi in maniera anomala e denunciando sintomi che non ha. La bambina in questione somatizzò proprio questa paura: “abbandono” della scuola elementare, “perdita” delle maestre alle quali si era affezionata e dei compagni, a tal punto da stare male.

la scuola sta finendo

Noi maestre cercammo di farle capire che il rapporto tra noi e lei non si sarebbe interrotto con la fine della classe quinta, ma sarebbe andato ben oltre la chiusura dell’anno scolastico. Una maestra è per sempre, continuavo a ripeterle, noi ci saremmo state sempre, in qualsiasi momento lei avesse avuto bisogno.

Pian piano la situazione di salute migliorò e la bambina si riprese. Dopo le vacanze estive andò alla scuola media e affrontò in maniera positiva il nuovo iter scolastico, ma soprattutto, lo affrontò con grande grinta, determinazione e successo. A distanza di anni tempo fa ho rincontrato questa mia ex alunna e con piacere ho ritrovato davanti a me una bellissima giovane donna. Una donna con figli. Una donna sicura.

Due anni fa, in conclusione del nostro ciclo scolastico, mi si è ripresentato lo stesso problema , stavolta con un alunno, un maschietto. Si pensa spesso che i maschietti siano più forti, magari cercano di fare i duri, ma sotto quella scorza dura batte un cuoricino per le maestre. Ricordo che già nei mesi che precedevano la chiusura dell’anno scolastico, il bambino lamentava questa sua paura che lasciava trasparire dai suoi discorsi, dai temi in classe, paura confermata dalla mamma che mi diceva sempre che il figlio non voleva lasciarci e piangeva spesso a casa.

La cosa più commovente accadde un giorno, proprio durante la festa della continuità che ogni anno organizziamo nella nostra scuola in continuità con le classi della scuola dell’infanzia. Durante il canto, alla strofa che diceva che i bambini salutavano con nostalgia ed emozione le maestre perché dovevano proseguire il loro cammino, il bambino scoppiò in lacrime, trascinando dietro di sé gli altri bambini e noi maestre naturalmente.

Anche lì cercammo di consolare i bambini dicendo loro che la fine della scuola elementare era un percorso naturale della loro crescita, che noi ci saremmo state sempre in qualsiasi momento loro avessero avuto bisogno, anche per spiegare un compito che loro non riuscivano a capire o solo per un saluto e un abbraccio.

Per smorzare un po’ la tensione dissi loro che tanto c’era facebook a tenerci vicini anche quando non eravamo vicini fisicamente. Durante la festa di fine anno ci regalarono delle bellissime lettere che conservo ancora con piacere e nostalgia.

Spesso capita che la mattina andando a scuola ci incontriamo per strada ed è un vero piacere seguire il loro sviluppo, anche fisico, di piccoli uomini e donne che crescono. Ed è ancora più bello quando ci vengono a salutare in classe, vengono a rivedere la loro cara vecchia scuola, la loro classe dove hanno vissuto i loro anni dell’infanzia. E quando arrivano raccontano le loro esperienze ai piccoli che li ascoltano pensando che un giorno diventeranno grandi come loro.

Ma qual è la paura più grande per questi bambini che devono lasciare la scuola elementare per passare alla scuola media?

Di sicuro è la paura a di dover lasciare la sicurezza e le certezza per l’ignoto. Fino a quel momento hanno vissuto in un ambiente protetto e familiare e l’ignoto spaventa sempre, così le domande ricorrenti sono sempre le stesse: “Chissà come saranno i professori? E quali compagni avrò? Come mi troverò? Ma tu non ci sarai più?” Sì perché nel loro immaginario una maestra dovrebbe accompagnare gli alunni dalla prima fino all’università in un percorso continuo. Ma purtroppo non è così. Ed è giusto che lo sia.

Ho chiesto tempo fa ad una bambina che doveva andare in prima media, quale fosse il suo stato d’animo. Mi disse che provava solo un sentimento: la paura. Si sentiva incompetente, era triste perché doveva lasciare le maestre che per lei erano speciali. Non sapeva cosa e chi avrebbe trovato, amici o nemici. Aveva paura per il percorso di studio che reputava difficile (nonostante fosse una bambina super preparata e in gamba). La notte aveva addirittura gli incubi: sognava migliaia di libri e insegnanti che le dicevano di non essere buona per la scuola media.

Entrata in quel mondo differente invece si è ricreduta e ha vissuto tre anni meravigliosi. Tutto quello che aveva sentito dire sulla scuola media aveva alimentato tutti questi timori, rivelatisi poi infondati. Spesso la paura è nutrita dalla nostra immaginazione che supera di gran lunga la realtà, così il timore legato alla conoscenza di nuove persone, nuovi amici, e di questi professori percepiti come “mostri dei quali aver paura” ci blocca. Ma sono tutte fantasie. E voglio dirlo soprattutto ai ragazzi che si apprestano a frequentare la scuola media per cominciare questo nuovo importante percorso della loro vita.

Sappiate che se affronterete con serenità ed impegno questo nuovo passaggio scolastico e guarderete con occhi curiosi questa nuova “vita”, essa si rivelerà addirittura piacevole e un giorno ripenserete a questi tre anni con nostalgia e avrete tanti bellissimi ricordi. È vero la scuola media non è uguale alla scuola elementare, ma non è il mostro che spesso qualcuno dipinge. Io stessa, a distanza di anni, ricordo ancora con grande stima e affetto la mia prof di italiano della scuola media e i miei compagni, con i quali intrattengo ancora rapporti di amicizia. Sono questi infatti gli anni delle prime grandi amicizie, della prima vita di relazione che prenderà sempre più importanza al di fuori della famiglia.

E ricordate una cosa, voi ragazzi avete una grande capacità: quella di dirigere lo sguardo sempre al futuro piuttosto che al passato, affrontando con entusiasmo le novità. Le emozioni che vivrete in questi tre anni saranno triplicate e saranno rese ancor più forti dalla maturità e dalla consapevolezza che acquisterete.

Ricordate però che la parola chiave per affrontare al meglio questo nuovo percorso di studi è sempre la stessa: il rispetto!

 


Autore articolo
Zina Cipriano

Zina Cipriano

Insegnante

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