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Il comma inserito durante i lavori per l’approvazione del Milleproroghe al Senato e che riapriva le Graduatorie ad Esaurimento sarà abrogato da un emendamento dei relatori.

Secondo l’emendamento era stata data facoltà di “inserirsi nella fascia aggiuntiva alle graduatorie ad esaurimento i docenti che hanno conseguito l’abilitazione entro l’anno accademico 2017/2018 ivi inclusi i docenti in possesso di diplomala magistrale o d’insegnamento tecnico-professionale entro l’anno scolastico 2001/2002”.

Lo stesso giorno della votazione da parte del Senato, il Sen. Mario Pittoni, presidente della VII commissione cultura al Senato, disse che era stato un errore, anticipando l’abrogazione dell’emendamento. Dopo che la notizia era stata anticipata, arriva oggi la conferma da parte dell’Ansa. Stefano Fassina, deputato di LeU, il partito che elaborò l’emendamento, ha dichiarato: “Su Diplomate e Diplomati Magistrali, oggi in Commissione Bilancio alla Camera, i relatori della maggioranza M5S-Lega hanno presentato un emendamento soppressivo della norma inserita dal Gruppo LeU e approvata al Senato per evitare il licenziamento di quasi 7.000 insegnanti e la cancellazione dalle Graduatorie a Esaurimento con conseguente perdita di lavoro a tempo determinato di ulteriori 45.000 insegnanti. La retromarcia di M5S-Lega è inaccettabile, tanto più dopo le ripetute promesse fatte in campagna elettorale. La contrasteremo con tutti gli strumenti democratici possibili. L’emendamento di M5S e Lega soppressivo è irricevibile considerato anche che, il 29 Agosto scorso, il Consiglio di Stato ha rinviato alla Corte Costituzionale la norma che prevede per la scuola media la stessa modalità di assunzioni tramite concorso riservato prevista per le insegnanti magistrali. Fermatevi”.

Anche il comma che permetteva l’inserimento nella fascia aggiuntiva delle graduatorie ad esaurimento (la GAE) anche dei docenti con l’abilitazione ottenuta entro l’anno accademico 2017/18, sarà eliminato. Riguardo gli insegnanti all’estero, il decreto permetteva di usare le graduatorie in vigore nell’anno scolastico corrente anche per il prossimo anno scolastico. Dietro istanza degli interessati, Palazzo Madama aveva introdotto la proroga della durata del mandato nella stessa sede all’estero, fino a sei anni, per i docenti già nominati per un secondo mandato di quattro anni. Dall’emendamento dei relatori la proroga è stata eliminata.